Il Tirreno

Toscana

I cambiamenti climatici e l'Africa

Alfredo De Girolamo
Cambiamenti climatici, un tema che sta a cuore di tanti
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Cambiamenti climatici, un tema che sta a cuore di tanti

L'analisi. Uno scenario terribile, per il quale è urgente trovare una soluzione in grado di salvare oltre un miliardo e 200 milioni di persone

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La produttività economica dell’Africa, già minata dai devastanti effetti del cambiamento climatico, è messa ulteriormente in ginocchio a causa della pandemia da Covid-19. In tutto il continente africano, il Sudafrica è il paese più colpito, con poco meno di un milione e 600 mila casi, il difficile reperimento dei vaccini sta contribuendo a rendere tutto più complicato.

In generale però, sono l’aumento delle temperature e del livello del mare e le condizioni meteorologiche sempre più estreme a minacciare la salute, la sicurezza alimentare e idrica e lo sviluppo socio-economico di tutta l’Africa. “State of the Climate in Africa”, l’ultima pubblicazione coordinata dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), fornisce un’istantanea delle tendenze climatiche attuali e future e degli impatti associati sull’economia e su settori sensibili come l’agricoltura. In primis, l’aumento delle temperature. L’ultimo anno è stato tra i tre anni più caldi mai registrati per il continente, e la tendenza dovrebbe continuare. Vaste aree dell’Africa supereranno i due gradi centigradi di riscaldamento. Innalzamento del livello del mare ed erosione costiera sono un altro problema legato al clima, soprattutto in Africa occidentale. Circa il 56% delle coste in Benin, Costa d’Avorio, Senegal e Togo si stanno erodendo e la situazione dovrebbe peggiorare in futuro, costringendo gli abitanti delle zone costiere a trasferirsi altrove. Infine, gli eventi estremi, come cicloni e siccità. In tutta l’Africa, a risentire maggiormente del clima impazzito è l’agricoltura, la spina dorsale dell’economia africana, rappresentando il mezzo di sussistenza principale in tutto il continente.

I rischi principali per l’agricoltura includono la riduzione della produttività delle colture associata a stress da caldo e siccità e aumento dei danni da parassiti e impatti delle inondazioni sulle infrastrutture del sistema alimentare. Di questo passo, entro il 2050 le principali colture di cereali coltivate in tutta l’Africa sarebbero compromesse. Nello scenario peggiore, si prevede una riduzione del rendimento medio del 13% delle colture in Africa occidentale e centrale, dell’11% in Nord Africa e dell’8% in Africa orientale e meridionale. Grano e riso dovrebbero essere le colture più a rischio, con una perdita di rendimento entro il 2050 rispettivamente del 21% e del 12%. Da non sottovalutare infine gli impatti sulla salute. Temperature più calde e precipitazioni più elevate aumentano l’idoneità dell’habitat per gli insetti pungenti e la trasmissione di malattie trasmesse da vettori come la febbre dengue, la malaria e la febbre gialla. Gli impatti economici di questa situazione, secondo l’African Climate Policy Center – per scenari che vanno da un aumento da 1 a 4 gradi centigradi delle temperature globali rispetto ai livelli preindustriali – porterebbero ad una diminuzione del Pil complessivo del continente dal 2,25% al 12,12%. Uno scenario terribile, per il quale è urgente trovare una soluzione in grado di salvare oltre un miliardo e 200 milioni di persone. — 

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