Il Tirreno

Toscana

Supermercati e centri commerciali chiusi il Primo maggio ma solo dalle 13: ecco chi può aprire. I sindacati proclamano lo sciopero: "Inaccettabile"

Ilaria Bonuccelli
Supermercati e centri commerciali chiusi il Primo maggio ma solo dalle 13: ecco chi può aprire. I sindacati proclamano lo sciopero: "Inaccettabile"

L'ordinanza firmata dal presidente della Regione Eugenio Giani accontenta tutti: chi vuole lavorare e chi no. Gli esercizi chiusi possono comunque fare consegne a domicilio. Ma Cgil, Cisl e Uil non ci stanno: "Politica inaffidabile"

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FIRENZE. Non sono chiusi i supermercati il primo maggio in Toscana. O meglio, sono chiusi a metà: solo dal pomeriggio. Invece i negozi di vicinato (di generi alimentari), le rosticcerie, i pubblici esercizi sono aperti in base agli orari consentiti come sempre in zona gialla. L’ordinanza del presidente della Regione, Eugenio Giani, accontenta tutti: quelli che vogliono lavorare e quelli che non vogliono lavorare. Supermercati e centri commerciali possono accogliere i clienti fino alle 13. In compenso i mercati si svolgeranno regolarmente: all'aperto è noto il virus circola meno anche in mezzo alla folla.

Forse non saranno contenti i lavoratori come del resto non lo sono i sindacati che parlano "di atteggiamento inaccettabile nel metodo e nel merito" e che per il Primo maggio hanno deciso di proclamare lo sciopero. "Ieri (ndr, mercoledì 28 aprile) la Regione ha comunicato di disporre la chiusura di supermercati e centri commerciali per la giornata del Primo Maggio, nell’ottica di evitare assembramenti, in funzione anti Covid - dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - oggi però l’ordinanza firmata dal presidente Eugenio Giani dice che le strutture il Primo Maggio potranno stare aperte tutto il giorno, mentre solo le grandi superfici dovranno chiudere entro le 13: un comportamento inaccettabile che dimostra l'inaffidabilità di questa presidenza regionale. Non si cambiano le carte in tavola da un giorno a un altro".

La decisione della Regione probabilmente eviterà però l’assalto di venerdì 30 aprile, vista la chiusura annunciata (male) con appena due giorni di anticipo. Sempre meglio della chiusura dei negozi di generi alimentari spuntata all’ultimo minuto per il lunedì dell’Angelo, a Pasqua, come misura di contenimento del Covid (e del picnic di Pasquetta). Ma anche stavolta, l’ordinanza della Regione suscita perplessità. Soprattutto dopo anni di battaglie dei sindacati del commercio per ottenere che il Primo maggio i supermercati restassero chiusi.

PREMESSE

Le premesse dell’ordinanza di Giani sembrerebbero, in effetti, anticipare la chiusura dei supermercati per sabato 1° maggio, anche se la Toscana è in zona gialla e il rischio di contagio è in calo (ma non il numero di positivi: ieri ha superato di nuova quota mille). Nelle premesse dell’ordinanza, infatti, si legge: «L’attuale contesto, soprattutto con riferimento alla necessità di realizzare una compiuta azione di prevenzione, impone l’assuzione di misure specifiche e più restrittive di contenimento e gestione, adeguate e proporzionate alla situazione epidemiologica della Toscana...L’uscita per effettuare acquisti potrebbe determinare pericolosi assembramenti di persone e comportamenti individuali e collettivi tali da pregiudicare le misure di profilassi necessarie ad arginare la diffusione della pandemia». Quindi, si chiude? No. Non proprio. L’ordinanza prevede una doppia misura. Una per i supermercati, una per le altre attività di generi alimentari e per i pubblici esercizi.

I SUPERMERCATI

L’ordinanza dispone la chiusura al pubblico dalle 13 del primo maggio «di tutte le grandi strutture di vendita (i supermercati) e di quelle con superficie di vendita superiore a 15mila metri quadrati, anche organizzate in forma di centro commerciale».

FARMACIE, EDICOLE E TABACCHI

Non c’è obbligo di chiusura alle 13 per le farmacie, parafarmacie, rivendite di giornali, tabacchi, piante e fiori sia inseriti all’interno dei centri commerciali che aperti in qualunque altro posto.

CONSEGNE A DOMICILIO

Resta la possibilità – conferma l’ordinanza di Giani – per «gli esercizi chiusi» (quindi anche per i supermercati), nel rispetto della vigente legislazione emergenziale, di effettuarela la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità, attraverso l’esclusiva prenotazione on-line o telefonica».

NEGOZI DI VICINATO E MEDIA DISTRIBUZIONE

Possono restare aperti, in base agli orari previsti per la zona gialla, gli esercizi di vicinato (fino a 300 metri quadrati); i negozi di media distribuzione (1.500 metri quadrati; 2.500 metri quadrati se insediati nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti, inseriti nelle aree commerciali metropolitane Firenze-Pistoia-Prato e Livorno-Pisa); i pubblici esercizi: bar, ristoranti e pub; le attività artigiane: pizzerie, rosticcerie, panifici, pasticcerie, negozi di pasta fresca,gelaterie e simili «in base all’orario consentito».

AL RISTORANTE IN QUESTI ORARI

Come già stabilito, in zona gialla si può andare a mangiare al ristorante anche il primo maggio sia a pranzo che a cena (con coprifuoco alle 22) ma solo all’aperto. Al tavolo si potrà stare al massimo in 4 (se non conviventi): distanza minima 1 metro.

Per i bar sarà consentito il servizio ai tavoli solo in presenza «di strutture per il consumo all’aperto». Consentito come sempre l’asporto fino alle 18.

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