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ambiente da salvare

Rifiuti delle concerie e terreni inquinati, l'assessora Monni: "Più verifiche con Arpat"

Ilaria Bonuccelli
L'assessora Monia Monni
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L'assessora Monia Monni

Incontro con i sindaci dei territori coinvolti nell'inchiesta sui reati ambientali e l'inquinamento (presunto) con i fanghi di conceria

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Controlli a tappeto sulle acque, certo, ma anche nei terreni. La Regione - annuncia Monia Monni, assessora all’Ambiente - non lascerà soli i sindaci dei territori che si sono ritrovati in mezzo all’inchiesta della Procura e della Direzione distrettuale anti-mafia di Firenze sui reati ambientali e l’inquinamento (presunto) di mezza Toscana con i fanghi di conceria. E proprio stamani in Regione ci sarà un incontro con i sindaci dei comuni che sarebbero stati inquinati dai rifiuti di conceria, smaltiti in modo irregolare attraverso un imprenditore vicino alla ’ndrangheta (a detta della Dea). Secondo la tesi della Procura di Firenze, per anni le ceneri dei fanghi di concerie - usciti dall’impianto ex Ecoespanso di Santa Croce - sarebbero stati utilizzati come rifiuti riciclabili, utilizzabili per riempimenti di terreni edificabili o per massicciate stradali, come la regionale 429 di Empoli. Solo che non sarebbero mai stati trattati in modo da essere resi "inerti" e compatibili con l’ambiente: avrebbero sempre mantenuto livelli di cromo, arsenico, solfuri e metalli pesanti al di sopra della legge. Elementi che oggi rischiano di trovarsi nelle falde acquifere o nei terreni.

Assessora Monni, al di là della vicenda giudiziaria che avrà il suo corso in tribunale, potrebbe presentarsi un problema di natura ambientale enorme, se davvero venisse confermato lo smaltimento irregolare dei fanghi di conceria in cantieri pubblici (per la realizzazione di strade, tratti di acquedotti, condutture di metano) o anche privati in aree edificabili.

«Il tema ci è molto chiaro, tanto che stiamo già lavorando con Arpat, l’Agenzia regionale di tutela dell’Ambiente che, comunque, non ha mai smesso in questi anni di effettuare attività di vigilanza sul territorio».

Quale iniziative ha concordato con Arpat?

«Intensificheremo le verifiche, seguendo le indicazioni che sono arrivate dalla Procura. In base alle indagini effettuate da Procura e Dda, sono stati individuati una serie di cantieri e di aree dove, si presume, che le ceneri di conceria possano essere state smaltite senza essere state trattate in modo adeguato, senza essere state trasformate in materiali riciclabili e idonei ai riempimenti. Le verifiche saranno effettuate sui terreni e, soprattutto, sulle falde acquifere. Se, infatti, emergesse che i metalli pesanti hanno inquinato le falde acquifere ci troveremmo di fronte a un reato ambientale gravissimo e anche molto più complesso da rimediare».

Al momento avete già qualche risultato?

«Al momento abbiamo alcuni risultati sui pozzi privati nella zona dell’Empolese e, per fortuna, non sono stati riscontrati casi di "avvelenamento". Considero questo un elemento positivo, ma le verifiche da fare sono molte. E dovranno essere scrupolose perché potranno integrare i fascicoli d’indagine della Procura».

Se emergessero problemi di inquinamento, sorgerebbe, però, anche il problema della bonifica. Ad esempio a Pontedera, nell’area del cantiere Green Park, già è stata imposta come condizione per iniziare a costruire.

«La questione della bonifica è quella che mi fa essere accanto ai Comuni perché è la parte più delicata e più costosa di questo processo. Per la legge, la bonifica è a carico di chi ha inquinato. E se emergesse che ci sono stati inquinamenti, i soggetti non sarebbero difficili da individuare. Ma se non pagassero, le spese ricadrebbero sui Comuni che non se le possono accollare. Ecco perché ci siamo fatti avanti come Regione, perché vogliamo essere al loro fianco, dall’inizio in tutto il percorso».

Per pagare?

«Non è solo una questione economica. È una questione di non far sentire i territori abbandonati. Perciò stamani mi incontro con i sindaci dei territori che, secondo la Procura, al momento risultano danneggiati (anche se è in corso una ricerca di altri siti inquinati, ndr): Pontedera, Empoli, Crespina Lorenzana, paesi dell’Aretino. Decideremo insieme come agire». --

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