Il dolore
Scandalo concerie, Lega e M5S all'attacco: "Giani chiarisca cosa sa"
Le otto domande della Lega, i "controlli" richiesti dal Movimento 5 stelle
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, darà spiegazioni in consiglio regionale mercoledì. Glielo hanno richiesto ufficialmente i consiglieri della Lega Nord. Il gruppo si astenne, lo stesso fecero le altre opposizioni che oggi non negano ebbero difficoltà a capire di cosa quel provvedimento esattamente parlasse.
La consigliera Elisa Montemagni lo ricorda bene quel momento: «Quell’emendamento in commissione non è mai passato, fu presentato direttamente in consiglio. Era una legge di manutenzione, un adeguamento normativo, una legge molto tecnica».
Montemagni ricorda che la Lega chiese spiegazioni a Giani: «Di cosa stiamo parlando? Chiedemmo. Ed è in quel momento che il presidente come si vede nel vide dice "che ha il testo, che è stato presentato regolarmente" e lo mette a votazione. Per questo abbiamo chiesto a Giani di venire in consiglio e chiarire».
Otto le domande a cui i rappresentanti toscani di Salvini chiedono risposta. «Per quale motivo - scrivono - Ledo Gori fu confermato? Ci sono state pressioni per la conferma? Perché Edo Bernini è stato nominato al vertice della direzione ambiente ed energia della Regione?».
E poi spiegazioni sulle donazioni dei conciatori - legittime - ricevute per la campagna elettorale, su eventuali pressioni ricevute per rimuovere Alessandro Sanna e anche se il presidente può smentire il contenuto dell’intercettazione in cui il consigliere Pieroni dice al direttore dell’associazione conciatori Gliozzi: «Gli ho detto a Eugenio "vai liscio e buttalo lì". Non ha detto nulla. Era una tattica studiata».
Anche Irene Galletti, consigliera del Movimento 5 Stelle ha provato a ricostruire quel voto con l’aiuto dei documenti e della registrazione video dei lavori in aula. «È sempre possibile presentare un emendamento all’ultimo momento quindi i consiglieri seguono in tempo reale. Non è raro, proprio per la difficoltà di questa analisi, che si chieda del tempo suppletivo per capire. Quell’emendamento era molto tecnico e sembrava fosse una richiesta di correzione degli uffici per non avere problemi di illegittimità e di conformità alle leggi europee. Capita spesso. Noi siamo puntigliosi, proprio come si evince anche dalle intercettazioni, ma in quel caos, a onor del vero piuttosto frequente, non ci rendemmo conto. La presentazione di emendamenti all’ultimo tuffo è giusta ma presuppone coscienza e rettitudine».
Aggiunge Galletti: «Giani non creda sia sufficiente essersi tolto l’impiccio di Ledo Gori che non ha certo agito senza mandato. Politicamente noi chiediamo conto di chi era informato di tutto questo, di chi era consapevole e fino a che punto. Ledo Gori ha costruito una rete di rapporti, legittima o meno non sta a noi provarlo, ma da qualcuno ha avuto l’incarico. Ci preoccupa il sistema e vogliamo sapere quanti dipendenti Arpat sono stati trasferiti e come mai è stato possibile utilizzare quegli scarti sulla strada regionale 329 e come da oggi potremo controllare meglio. Sia chiaro, se ci sono coinvolgimenti non esiteremo a chiedere le dimissioni di Giani». -I. R. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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