Lutto
Coronavirus, l'allarme dell'Ars: troppo presto riaprire il 26 aprile, la Toscana non è pronta
Ecco perché secondo gli esperti dell'Agenzia regionale di sanità si doveva aspettare ancora un mese: copertura vaccinale e caldo "ci avrebbero permesso di affacciarci al periodo estivo senza alcuna paura"
FIRENZE. Le riaperture previste dal nuovo decreto per il 26 aprile sono "troppo anticipate rispetto al momento epidemico e al carico sanitario". Soprattutto per i dati che si registrano in in Toscana. In particolare per la bassa copertura delle vaccinazioni. Lo scrive nell'ultimo report sull'epidemia l'Agenzia regionale di sanità (Ars).
Per gli esperti dell'Ars guidati da Fabio Voller "aver potuto contare ancora su di un mese per aumentare la copertura vaccinale e andare incontro alle temperature più alte (che sappiamo essere un aiuto rispetto al virus), ci avrebbe permesso di affacciarci al periodo estivo senza alcuna paura di introdurre nuovamente limitazioni e misure di contenimento del contagio".
"Questo - viene precisato - non sappiamo se potrà essere garantito con le aperture di molte altre attività e con il ritorno a scuola, perché abbiamo imparato che il virus si muove con le nostre gambe". "Il tasso di infezione della nostra regione - si legge ancora nel report - è da pochi giorni stabilmente sotto i 200 casi per 100mila abitanti: ricordiamo che il sistema di monitoraggio ministeriale pone una regione direttamente in zona rossa se supera i 250 nuovi positivi settimanali per 100mila abitanti (che corrispondono a circa 9.300 nuovi casi settimanali in Toscana, poco più di 1.300 al giorno)". "Un richiamo ai comportamenti corretti della popolazione - prosegue il documento -, quindi va fatto ancora una volta, evitando inutili assembramenti od occasioni sociali troppo affollate".
"Inoltre - aggiungono ancora gli esperti - ci aspettavamo che il decreto prendesse decisamente in considerazione non solo la questione della circolazione delle persone all'interno del paese, ma soprattutto decisioni chiare sul movimento con l'estero, che potrebbe agevolare l'arrivo nel nostro paese di varianti del virus, conosciute o totalmente nuove, mettendo così in pericolo il lavoro fatto con le vaccinazioni".
I dati più ottimistici, secondo il report, provengono dalle vaccinazioni: la Toscana ha dato nell’ultimo mese una brusca accelerata al ritmo delle vaccinazioni in prima dose. Dopo aver vaccinato con un alto tasso di copertura, rispetto alle altre regioni, le categorie previste nel primo piano nazionale vaccinale (operatori sanitari ed insegnanti scolastici), abbiamo raggiunto una copertura pressoché integrale della popolazione over 90, recuperato il terreno perduto sulla popolazione 80-89 grazie all’apporto dei medici di medicina generale e incrementato la copertura dei soggetti nella fascia 70-79 anni (già coperti al 45% con prima dose). Ad oggi la Toscana si colloca al 2° posto in Italia, se prendiamo in considerazione queste che sono le categorie di popolazione più esposte alle conseguenze di salute dovute all’infezione.
La vaccinazione che progredisce sembra aver concorso alla diminuzione della mortalità rispetto al picco di novembre, ma anche alla riduzione del contagio: lo testimoniano i dati degli ultimi giorni delle infezioni, ma soprattutto la netta riduzione del contagio nelle prime categorie di persone che sono state vaccinate: operatori sanitari e popolazione over90. Ci aspettiamo che con la fine di maggio, contagi, decessi ed ospedalizzazioni abbiano una decisa inversione di tendenza grazie alle vaccinazioni (se le dosi promesse alla nostra regione arriveranno, ovviamente).
Le criticità emergono dall’alto numero di persone ricoverate: ancora troppe rispetto alle soglie di criticità ministeriali per l’occupazione delle terapie intensive e dei reparti Covid-19, anche se in progressivo e lento decremento nelle ultime due settimane. Anche i decessi sono ancora molti, troppi, nonostante le considerazioni che abbiamo fatto poco sopra. Alcune zone della regione, pensiamo specificatamente alla provincia di Prato, nonostante 4 settimane di zona rossa, hanno una presenza di casi positivi ancora troppo alta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
