Il Tirreno

Toscana

Multa di 400 euro all’artista di strada. E scatta la colletta

Maria Lardara
Lohengrin Di Ponio, l’artista di strada che sabato pomeriggio è stato multato in centro a Prato
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Lohengrin Di Ponio, l’artista di strada che sabato pomeriggio è stato multato in centro a Prato

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Metti una chitarra in mano, un pubblico che ascolta mentre cammina, l’ispirazione del momento che vien da sé. Non siamo sul palco di un teatro, non siamo in una sala da concerto: questi spazi sono chiusi da più di un anno. Siamo a Prato, alle spalle della Cattedrale di Santo Stefano, in quell’angolo di piazza Duomo che guarda verso il salotto buono della città e, in particolare, verso via Garibaldi. Lohengrin Di Ponio l’ha scelto per esibirsi come può esibirsi di questi tempi un musicista di strada, nel primo sabato pomeriggio di ritorno in zona arancione. Doveva essere un pomeriggio piacevole sulle note di Harry Clapton e di altri mostri sacri della chitarra. Moltissimi pratesi a spasso dentro le mura, complice la riapertura dei negozi, e quella parvenza di normalità affidata all’emozione struggente di un suono. Ma non è andata così.

Lohengrin, 40 anni e un curriculum di tutto rispetto (musicista, produttore, regista, direttore artistico) che lo vede impegnato nei più importanti festival di arte di strada (Mercantia a Certaldo e Maraviglia a Calenzano), è stato interrotto dalla polizia municipale. Lì per lì non è stato multato ma gli agenti gliel’hanno giurata: al musicista la sanzione arriverà a casa. E sarà salata: 400 euro. Piove sul bagnato per uno che non può lavorare, un artista non può vivere della sua musica ed è fermo da oltre un anno a causa delle misure di contenimento della pandemia. «L’arte di strada è una strada possibile per continuare a fare qualcosa – spiega Lohengrin - Il mio suonare per strada è un modo per far sentire la voce degli artisti, per sensibilizzare le persone sulla situazione del nostro settore ormai bloccato da 14 mesi». Quando sabato pomeriggio è arrivata la pattuglia della polizia municipale, l’orologio segnava circa le 17. Lohengrin stava improvvisando e padroneggiando lo strumento come fa da una vita: la prima chitarra l’ha imbracciata da piccolissimo, a quattro anni. I pratesi si fermano, lo ascoltano, si avvicinano mantenendosi a distanza di sicurezza. A Lohengrin gli agenti chiedono i documenti mentre c’è chi riprende la scena con una diretta su Facebook in cui riecheggia l’incredulità dei passanti. «Prima mi hanno contestato i mancati permessi per l’occupazione di suolo pubblico ma gli artisti di strada sono esentati dal pagamento del canone perché rientrano automaticamente nell’occupazione di mezzo metro quadrato che dà diritto all’esenzione dal pagamento, come previsto dal regolamento comunale – fa osservare l’artista - Un altro argomento contestatomi è l’accattonaggio ma la raccolta delle offerte “a cappello” è una pratica riconosciuta a livello nazionale. Devo ancora capire l’infrazione che avrei commesso».

Quarantacinque minuti di discussione con la polizia municipale accorsa sul luogo di quel concerto improvvisato mentre in via Garibaldi si riversava un fiume di gente con il crearsi di inevitabili assembramenti. Ma in quel momento il problema era lui, il musicista di strada. «Non pensavo di essere così importante da “meritarmi” l’intervento di otto agenti: due in moto, quattro a piedi e due con l’auto. Dove suonavo io non c’era nessun assembramento: a 20 metri sì, da me no. L’assembramento lo hanno fatto semmai gli agenti venendomi a trovare in otto. È stata una situazione spiacevole: sabato pomeriggio ho assistito a un abuso di potere. Non contro il sottoscritto, ma ai danni di tutti. La mia non è una lamentela personale, in fin dei conti non sono nessuno. Ci metto la faccia, non per me ma per tutti. Non escludo una denuncia». Dopo quei tre quarti d’ora di discussione, Lohengrin ha riposto la chitarra nella custodia ed è tornato a casa. Il suo telefono e il suo profilo Facebook sono stati inondati di messaggi e di manifestazioni di solidarietà da parte di persone che si sono offerte di dargli un sostegno morale ed economico per pagare l’eventuale contravvenzione. «La mia non è una battaglia personale – conclude il musicista – Arte, cultura e spettacolo sono beni primari comuni, patrimonio di tutti». A sentire il comando dei vigili, al musicista sarebbe stata contestata la violazione dell’articolo 48 del regolamento di polizia urbana: «Le attività come i mestieri ambulanti e gli artisti di strada non possono essere esercitate nelle vicinanze dei luoghi di culto». Il Duomo faceva da sfondo all’esibizione di Lohengrin. «La contestazione non è stata verbalizzata subito perché dobbiamo valutare se ci sono state altre violazioni – fanno sapere dal comando – Il caso di sabato è particolare». —

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