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Toscana

l'intervento

La legge Zan e la giustizia riparativa

Valentina Bonini*
Una manifestazione a sostegno della legge Zan
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Una manifestazione a sostegno della legge Zan

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Nell’attribuire rilevanza penale ai crimini d’odio motivati da discriminazioni relative al genere, il disegno di legge Zan individua e rende manifesto un collegamento diretto tra materia penale e tutela dell’identità di genere.

In un settore di intervento così delicato e così intimamente legato a un retroterra culturale, la sanzione penale, però, non può rappresentare l’unica risposta, dovendo essere accompagnata da iniziative che contribuiscano a formare e radicare nella nostra società il rispetto dell’altro anche alla luce della sua identità di genere e delle scelte di genere compiute.

In questo senso, uno strumento prezioso che il disegno Zan richiama solo "sotto traccia" è il ricorso alla giustizia riparativa nella veste della mediazione penale tra offeso e offensore: la mediazione penale, mettendo a confronto diretto l’autore della condotta discriminatoria con la vittima, in un contesto riservato e sicuro e sotto la guida del mediatore, permette alla vittima di giocare un ruolo attivo e all’autore del fatto di comprendere come l’offesa riguardi prima di tutto una persona in carne ed ossa, superando e liberandosi dalla centralità dello stereotipo che ha rappresentato il motore del discorso d’odio.

Certo, nel consentire il ricorso alla messa alla prova durante il processo, si rendono praticabili anche iniziative di questo tipo, che, tuttavia, nel disegno di legge non trovano espressa valorizzazione (a differenza del lavoro di pubblica utilità), nonostante il loro valore ai fini della comprensione del significato dell’offesa e della rivalutazione del ruolo della vittima.

Insomma, qui più che altrove, la giustizia riparativa, consentendo un confronto e un incontro (ovviamente su base volontaria) tra vittima e autore alla ricerca di una riparazione dell’offesa, può rappresentare uno strumento che contribuisce alla costruzione di un tessuto sociale munito di anticorpi rispetto ai crimini d’odio. --

*associata di Diritto processuale penale - dipartimentodi Giurisprudenza Università di Pisa

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