Il Tirreno

Toscana

NEGLI AMBULATORI E NEGLI OSPEDALI

Diecimila over 80 vaccinati nel weekend con la prima dose

Martina Trivigno
Diecimila over 80 vaccinati nel weekend con la prima dose

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LUCCA. Tutte e tre classe 1935, tutte e tre della Lucchesia. E, soprattutto, tutte e tre felici di aver ricevuto la prima dose di vaccino. «Questo momento lo aspettavamo da tanto», dicono, un po’ emozionate. Antonia Mattellini, Luciana Giorgetti e Silvana Menicucci non si conoscevano, prima. Ma lì, nella sala d’attesa del punto vaccinale di Campo di Marte, a Lucca, affidano, l’una all’altra, le storie della loro vita.

Loro sono state tre dei circa 10mila over 80 che, tra sabato e ieri, hanno ricevuto la prima dose di siero prodotto da Pfizer-BioNTech.

Negli ambulatori dei medici di medicina generale, pure a domicilio, se necessario. O, come nel caso delle tre donne, al vecchio ospedale Campo di Marte di Lucca, uno dei sette punti vaccinali selezionati, in Toscana, dalle Asl con la Cattedrale ex Breda di Pistoia, il Carrara Fiere di Carrara, il Centro Affari di Arezzo, il centro Fonderia 1 di Follonica e quello di Borgo San Lorenzo. Centri aperti in via del tutto eccezionale, nel fine settimana. Alcuni attivi sia sabato che domenica, altri soltanto ieri (come la Cattedrale o la Fonderia 1), ma con un obiettivo: non fermarsi. Perlomeno non adesso, nonostante le forniture di vaccini arrivino con il contagocce. E i dubbi e le incertezze, di conseguenza, non manchino. Ma i medici di famiglia, al fianco del personale dell’Asl, non sembrano farci caso. Impegnati, con tutti se stessi, nella missione più importante: immunizzare, intanto, gli over 80.

«L'importante è mandare avanti la macchina delle somministrazioni – commenta il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto Piana di Lucca – . Almeno le dosi Pfizer non mancano e il segnale che vogliamo lanciare è che somministrare la prima dose agli ultraottantenni entro il 25 aprile è un obiettivo possibile.

«Tutti quanti sono al lavoro – aggiunge – e i nostri anziani hanno risposto con gioia alla chiamata dei loro medici di famiglia. Anche per questo fine settimana. Loro hanno stilato e fornito gli elenchi alla Regione Toscana, la protezione civile ha poi fatto il resto, contattandoli e fissando luogo e ora dell'appuntamento».

A Campo di Marte, gli anziani arrivano con largo anticipo, accompagnati dai figli o dai nipoti. Fuori piove a dirotto e, in poco tempo, i corridoi si riempiono. Sfilano, uno dietro l'altro.

Oltrepassano la porta che conduce agli ambulatori, i fogli stretti tra le mani. «Aspettavo la chiamata del medico da due mesi – spiega Antonia Mattellini – ma quel momento sembrava non arrivare mai. Ho quasi 86 anni e, alla mia età, tutto viene vissuto in maniera amplificata. Ho visto con i miei occhi gli orrori della guerra, i bombardamenti, la furia dei nazifascisti. All'epoca era tutto difficile: sopravvivevamo, ma non era vita, quella. Un po' come oggi».

Anche Luciana Giorgetti tira un sospiro di sollievo, una volta uscita dall'ambulatorio. «Ricordo quando pane e cipolla era la pietanza più prelibata del mondo - spiega la donna - . Per questo lancio un appello ai giovani perché siano responsabili. Sono tempi duri, di rinunce e sacrifici. Ma ne sarà valsa la pena se riusciremo a uscire dalla pandemia. Insieme, con grande senso di maturità».

Silvana Menicucci e Meri Pasquini sorridono, dopo l'iniezione. «La dottoressa è stata bravissima - concludono -. I nostri figli, da mesi, ci chiedono di restare chiuse in casa. Lì siamo al sicuro, dicono. E, intanto, non vediamo crescere i nostri nipoti. Questo vaccino ci restituisce un po' di speranza». —

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