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Lo sfogo di una 70enne: «Fragilissima e confusa da una valanga di sms diversi»

Lo sfogo di una 70enne: «Fragilissima e confusa da una valanga di sms diversi»

La donna, una livornese, racconta l'odissea nella prenotazione: «Si fa sempre più strada in me il dubbio di “dialogare” con un elaboratore informatico, senza qualcuno che controlli davvero»

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LIVORNO. Luisa (nome di fantasia), settantenne di Livorno, è una delle fragilissime in attesa di una chiamata. Dal 18 marzo, per la precisione, quando si è pre-registrata sul portale della Regione Toscana (prenotavaccino.sanita.toscana.it).

La patologia da cui è affetta la colloca, di fatto, tra i soggetti estremamente vulnerabili. Una notizia che la donna apprende con sollievo. Perché lo sa bene, lei: con il Covid-19 non si può mai abbassare la guardia.

Così si collega al portale della Regione con tessera sanitaria alla mano, inserisce i suoi dati anagrafici. E attende. «Poco dopo – racconta la donna – ricevo sul mio telefono cellulare un messaggio che mi comunica che la mia registrazione per la categoria “elevata fragilità” è andata a buon fine. Ricevo anche un codice numerico formato da sei cifre da inserire nel sistema al momento della prenotazione vera e propria. Passa poco tempo e ricevo un secondo sms con un nuovo codice, diverso dal primo. Già questo fatto mi spiazza, non ne comprendo la ragione: al momento della registrazione quale codice dovrà essere inserito? Il primo o il secondo?».

A questo punto, Luisa aspetta. Il 23 marzo, sempre sul portale regionale, si aprono le agende di prenotazione per i fragilissimi. Così lei si collega, segue tutta la procedura.

E qui riceve un nuovo messaggio. Anzi tre, tutti uguali. «Nel testo inviato dalla Regione Toscana – prosegue la donna – leggo che la mia posizione è in corso di verifica e controllo da parte dell’Asl. E che, in seguito, avrei ricevuto un nuovo messaggio con un ulteriore codice da inserire nel momento in cui sarà possibile prenotare».

Passa ancora del tempo e Luisa riceve un altro sms da parte della Regione. «C’era scritto che, per la mia patologia, è prevista la presa in carico diretta da parte dell’Asl da cui sono in cura. Il testo aggiunge che non devo prenotarmi sul portale e che, entro 15 giorni, sarò contattata telefonicamente». Ma a Luisa qualcosa non torna. Perché lei, per la sua patologia, non è seguita dall’azienda sanitaria, ma da un medico privato. «So di essere stata seguita dall’Asl nei primi anni della mia patologia, oltre 25 anni fa – sottolinea Luisa –. Poi, però, ho sempre proseguito privatamente e dubito siano rimaste tracce negli archivi. Si fa sempre più strada in me il dubbio di “dialogare” con un elaboratore informatico, senza qualcuno che controlli davvero. Come può la Regione sapere che io abbia diritto a essere inserita tra i fragilissimi se non ci sono informazioni relative alle mie condizioni di salute nei loro archivi?».

Intanto Luisa – che, senza risultato, ha pure provato a chiedere risposte all’Asl – aspetterà la chiamata diretta. «Stando al messaggio, c’è tempo almeno fino al 21 aprile». –

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