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Treni e aerei, bravi i sindaci, la regione no

Giovanni Galli*
Treni e aerei, bravi i sindaci, la regione no

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Colgo con favore l’azione promossa dai sindaci di Pisa, Firenze, Livorno e Lucca. Senza un rilancio della costa, intesa come area metropolitana, collegata dunque con quella fiorentina, la Toscana non potrà essere ricostruita ma solo restaurata.

Se i sindaci sembrano aver compreso come oggi sia inderogabile una pianificazione infrastrutturale condivisa, dall’altro lato, non mi spiego come mai, viceversa, la maggioranza in consiglio regionale abbia respinto un mio atto di indirizzo finalizzato proprio a integrare i progetti infrastrutturali esistenti, attuando peraltro quanto già condiviso con i propri atti di programmazione, per presentare alla Commissione Europea, attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, un progetto organico per lo sviluppo socio economico dell’area vasta Costiera che abbracci anche i territori interni.

Ovvero: un collegamento ferro-tranviario, con frequenza metropolitana, per collegare il porto di Livorno, il litorale pisano, la stazione di Pisa San Rossore con le diramazioni verso l’aeroporto di Pisa, Lucca, la Versilia, Cascina, Pontedera, l’area del cuoio e la Mediavalle lucchese, oltre a un sistema ciclabile armonico e attrezzato, senza dimenticare la riqualificazione del patrimonio architettonico e naturalistico presente in questa area.

In questo momento particolarmente difficile dal punto di vista sanitario, sociale ed economico, la politica e le istituzioni non devono perdere, quindi, l’occasione di un piano organico regionale, che in concreto significa una revisione delle priorità individuate nel Priim (Piano regionale integrato infrastrutture e mobilità).

Ma non basta. Nell’immediato, la Toscana dovrebbe rivedere completamente il proprio contributo regionale al piano nazionale per la ripresa e resilienza, dove non c’è traccia di un progetto che guarda alla costa come area metropolitana.

Basta con l’"annuncite", quindi. Basta ipotizzare l’utilizzo degli eventuali soldi europei per lo stadio di Firenze o per la tramvia, che complessivamente richiederebbero quasi un miliardo di euro (lo stadio pesa per 150 milioni e la tramvia per 750).

Se i sindaci hanno compreso le priorità, la Regione a oggi, con gli atti che ha approvato, sembra avere, invece, poche idee e confuse. Speriamo che la Pasqua, segno di rinascita, faccia radicalmente cambiare le politiche regionali. Altrimenti per la Toscana gli anni futuri non saranno quelli della rinascita, ma del progressivo declino. --

*consigliere regionale Lega

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