Il dolore
Le alleanze unica via per la sinistra
In questo periodo si registra un significativo dinamismo del dibattito politico del Paese. Enrico Letta lavora per dare nuovo slancio al ruolo del Pd, puntando a contenere la deriva correntizia e, soprattutto, cercando di costruire una trama di alleanze in modo da fronteggiare la Destra, quando si andrà a votare.
Giuseppe Conte dal canto suo mira pazientemente a strutturare il Movimento Cinque Stelle alla stregua di un vero e proprio partito organizzato e, con particolare impegno, cerca di dare ai grillini il profilo di una matura forza di governo, assai distante dall’impronta populista dei tempi andati.
Anche la Destra non sta con le mani in mano: Giorgia Meloni ogni giorno soffia sul fuoco del mal contento diffuso che, inevitabilmente, la pandemia ha generato. Salvini, pur costretto a tenere un cero contegno in virtù del fatto che la Lega siede al governo, non perde l occasione per cercare di smarcarsi: un giorno vuol commissionare il ministro della Salute Roberto Speranza, l’indomani apre l ennesima querelle con la presunta ala rigorista dell’esecutivo. Poi, per non farsi mancare nulla, parte lancia in resta contro la legge che sanziona l’omofobia. Nel tempo libero vola dal premier ungherese Viktor Orban per scrivere una santa alleanza dei sovranisti, in barba al suo neo europeismo.
Tutto ciò per dire che l’eccezionale fase di concordia nazionale che si sta vivendo sotto l’ombrello di Mario Draghi non ha certo disperso l aggressività né stemperato la drammatica arretratezza della Destra nostrana.Quando si voterà, prima nelle grandi città e poi, quando sarà, alle elezioni politiche, per contrastare Salvini e soci sarà necessario organizzare un "campo largo" di forze che veda insieme il Pd, i "nuovi" Cinque Stelle, l’arcipelago della Sinistra e l’arco delle formazioni liberaldemocratiche, dalla Bonino a Calenda. Su Renzi, affaccendato in un’attività internazionale ben remunerata, non metterei la mano sul fuoco.
Bene ha fatto Letta a ricordare che il Centrosinistra ha vinto le elezioni solo quando è riuscito a costruire una coalizione ampia e pluralista. Un’ovvietà che pero continuano a negare i fautori, ormai sempre piu spenti, della famosa "vocazione maggioritaria" del Pd. Che, tradotto in parole semplici, vuol dire correre da soli in quanto belli, puri e attrattivi. La costruzione di un’alleanza larga impone anche alle forze di Sinistra, come Art1Mpd, Sinistra Italiana e gli stessi Verdi, di iniziare a svolgere tra di loro un lavoro di coordinamento e di sinergia in modo da confrontarsi con il Pd con più forza di contrattazione.
Personalmente non vedrei male la costruzione di un patto federativo tra queste componenti e il Pd che possa essere il seme di una successiva trasformazione e allargamento dello stesso Pd. Penso che sarebbe vantaggiosa anche per Letta l’edificazione di un soggetto politico rinnovato e piu inclusivo, capace di richiamare quelle tante energie che, per usare la metafora dell’ex segretario Pierluigi Bersani, in tutti questi anni sono "rimaste nel bosco", cioè ai margini dell’impegno e della militanza politica.
Insomma, oggi più che mai, è il caso di ricordare l antico adagio togliattiano "chi ha più filo tesserà". --
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