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La Regione ordina la chiusura di negozi e supermercati a Pasqua e Pasquetta, tranne edicole e farmacie. Asporto consentito da ristoranti e pasticcerie
Chiudono anche tabaccai, fiorai e negozi di alimentari. Consentita solo la consegna a domicilio, mentre resta l'asporto per i pubblici esercizi come bar e ristoranti
Un'ordinanza che scatena le proteste delle categorie economiche, nel merito e nel metodo, anche per la confusione che ha ingenerato. La Regione inasprisce le regole della zona rossa già previste dal governo per Pasqua e Pasquetta: la chiusura per i due giorni festivi di tutti gli esercizi commerciali della piccola, media e grande distribuzione, compresi i tabaccai. Unica deroga riguarda le edicole, le farmacie e le parafarmacie. Domenica e lunedì dunque non sarà consentito neanche l'asporto dagli esercizi alimentari, ma solo la consegna a domicilio. L'assessore regionale alle attività produttive Leonardo Marras raggiunto dal Tirreno si affretta a precisare che l'obbligo di chiusura con divieto di asporto riguarda esclusivamente media e grande distribuzione alimentare, e negozi alimentari di vicinato (alimentari, pescherie, macellerie, etc).
PUBBLICI ESERCIZI: ASPORTO CONSENTITO
L'asporto, oltre alla consegna a domicilio, resta possibile - previa prenotazione - per i pubblici esercizi, cioè bar, ristoranti e pizzerie. Lo si legge nella nota inviata dalla Regione Toscana.
ARTIGIANI: ASPORTO CONSENTITO
Asporto consentito - sempre previa prenotazione - anche per le attività artigianali come panifici, gastronomie, gelaterie, pasticcerie, pasta fresca, etc se producono i loro prodotti. In questa categoria rientrano anche rosticcerie e gastronomie. Come spiega Cna Livorno "alle attività artigianali è consentito rimanere aperte esclusivamente per il commercio dei beni di produzione propria, sia in modalità di asporto sia con consegna a domicilio". Per fare un esempio: il panificio che produce il suo pane, può fare asporto. La panetteria che vende il pane prodotto da altri, può fare solo la consegna a domicilio.
L'ORDINANZA
Come si legge nell'ordinanza regionale n.42 del 2 aprile la decisione viene presa considerando "l’evolversi della situazione epidemiologica e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia"; tenendo conto "che il fatto di uscire dalle proprie abitazioni nei giorni di festa per fare acquisti di generi alimentari, anche da consumare in spazi pubblici, potrebbe determinare pericolosi assembramenti" e "considerata l'eccezionalità dell’emergenza da fronteggiare e le tradizioni pasquali del territorio".
LE FAQ
Dunque secondo l’ordinanza n. 42 / 2021 che riguarda il commercio in sede fissa, nei giorni di Pasqua e Pasquetta i negozi di vicinato, le medie e le grandi strutture di vendita nonché i centri commerciali possono fare solo la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità esclusivamente mediante la prenotazione on-line o telefonica e non presso l’esercizio commerciale.
Invece i ristoranti, le pizzerie (in quanto esercizi pubblici); i panifici, i bar, i pub, le rosticcerie, le pasticcerie, i negozi di pasta fresca, le gelaterie ecc (in quanto attività artigianali) non sono ricomprese nell’ordinanza; continuano ad esercitare la loro attività con le regole della zona rossa nazionale e quindi possono fare sia l’asporto che la consegna a domicilio negli orari consentiti. Si precisa inoltre che anche i mercati di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici proseguono la loro attività con le regole della zona rossa nazionale.
Una rosticceria può fare l'asporto nei giorni di Pasqua e Pasquetta?
Si. I ristoranti, i bar, i pub, le rosticcerie, le pasticcerie, i negozi di pasta fresca, le gelaterie, le pizzerie, i panifici, ecc. continuano ad esercitare la loro attività con le regole della zona rossa e quindi possono fare sia l’asporto che la consegna a domicilio negli orari consentiti.
Una macelleria può fare l'asporto nei giorni di Pasqua e Pasquetta?
No. I negozi di vicinato, le medie e le grandi strutture di vendita nonché i centri commerciali nei giorni di Pasqua e Pasquetta possono fare solo la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità.
Nei giorni di Pasqua e Pasquetta posso andare a fare la spesa al supermercato?
No. Le medie e le grandi strutture di vendita nonché i centri commerciali possono fare solo la consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità.
Nei giorni di Pasqua e Pasquetta i mercati di generi alimentari, piante e fiori si possono svolgere?
Si. l'ordinanza riguardo solo il commercio in sede fissa e non il commercio ambulante.
L'ASSESSORE MARRAS
“Dopo la pubblicazione dell'ordinanza sui giorni di Pasqua e Pasquetta ci hanno chiesto tante spiegazioni ed abbiamo letto diverse interpretazioni che necessitano di precisazioni. Prima di tutto, però, voglio specificare il motivo che ci ha portato a decidere di fare questa scelta: siamo stati convinti di riproporre, come lo scorso anno, le chiusure per questi giorni festivi dai numeri dei contagi, ancora elevanti e preoccupanti, che ci impongono di mantenere alta l’attenzione. Ogni iniziativa dunque va vista nell'ottica del massimo rigore che consenta di vivere le festività con grande equilibrio”. Così l’assessore alle attività produttive, Leonardo Marras.
“L’ordinanza, ribadisco, riguarda il commercio – dice Marras –, infatti, tra le attività che dovranno restare chiuse, con la sola possibilità di consegna a domicilio di generi alimentari e beni di prima necessità, sono citate le diverse tipologie di esercizi commerciali, ovvero: gli esercizi di vicinato, le medie e grandi strutture di vendita; i centri commerciali”.
“Per questo – sottolinea ancora –, le attività artigianali ed i pubblici esercizi, come panifici, ristoranti, pasticcerie, bar, rosticcerie, gelaterie, pasta fresca, ecc., non essendo ricomprese tra quelle sottoposte a chiusura, potranno continuare, anche nei giorni 4 e 5 aprile, ad esercitare l’attività come regolato dalla zona rossa nazionale e cioè, facendo sia l’asporto che la consegna a domicilio negli orari consentiti. Allo stesso modo per il commercio ambulante, che non rientra tra le categorie individuate nell’ordinanza, sono valide le regole del Dpcm”.
LE REAZIONI
“È veramente assurdo – afferma il presidente di CNA Livorno Maurizio Serini - come la Regione Toscana ha emanato una simile ordinanza. Il merito sanitario non è nostro compito discuterlo, ma il metodo e la gestione delle informazioni sicuramente sì. I nostri telefoni sono stati presi d’assalto dalle attività soprattutto di carattere alimentare che già in questi mesi stanno subendo gravemente l’alternanza di colori e ordinanze restrittive. A poche ore dalla Pasqua e dalla pasquetta si interviene con una ordinanza assolutamente poco chiara che ha generato disperazione fra pasticcerie, panifici, panetterie, bar, gelaterie, rosticcerie e ristoranti fino a quando non è stato possibile chiarire con enorme fatica, differenze interpretative fra le varie attività. Qualcuno è stato “graziato” con l’attività da asporto, come le attività a produzione artigianale e bar o ristoranti, qualcuno è stato definitivamente “condannato”. Queste montagne russe del divieto stanno mettendo a dura prova le coronarie degli imprenditori ed anche la sopportazione. Ci sono altri divieti che stridono con quel che si vede a giro, come la chiusura di estetiste e parrucchieri o le palestre. La situazione è sempre più complessa per le imprese, mentre gli aiuti pubblici sono inadeguati e intempestivi”.
"Con l'ordinanza nr. 42 del 2 aprile 2021 abbiamo finalmente capito da quale parte sta la Regione Toscana: dalla parte di chi vuole dare un altro pesantissimo colpo alle imprese medio piccole" dice Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana. "Con questa ordinanza, oltre che nei contenuti, sbagliata nei tempi e nei modi, la Regione Toscana è addirittura andata oltre le chiusure stabilite dal Governo per i territori che si trovano in zona rossa - prosegue -. Ancora una volta si è scelto la chiusura tout court di chi non è responsabile dei contagi, senza alcun confronto preliminare con le categorie. Un'ordinanza che alla vigilia delle festività pasquali creerà pesantissime ripercussioni alla filiera della gastronomia, dell'alimentare, e cioè a quelle piccole e medie imprese di un settore fra i più colpiti dalla pandemia. Per non parlare della chiusura dei tabaccai e dei fiorai: è a loro che si devono i problemi di assembramento?". Per tutelare le imprese, conclude Gronchi, "o la Regione ritira l'atto o lo modifica in maniera sostanziale, oppure emergerà il tema del danno procurato da questo assurdo ed immotivato provvedimento".
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