Il Tirreno

Toscana

Ora puntiamo a una Toscana competitiva

di Luca Sani, deputato Pd
Ora puntiamo a una Toscana competitiva

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Caro direttore, l’intervista a Enrico Letta ha rappresentato un primo passaggio significativo rispetto al carattere da dare al nuovo corso del Pd. Il fatto di scegliere Il Tirreno , un quotidiano storico e radicato nel territorio, ha espresso bene quel concetto di prossimità che il partito deve recuperare per non perdere (o per recuperare) un tratto identitario fondamentale dato dalla dimensione popolare.

Nell’intervista c’è anche un bel pezzo di Toscana. Vengono offerti spunti strategici su cui vale la pena riflettere collegialmente. Questo è già un elemento di discontinuità perché è da un po’ che non accade. La questione infrastrutturale toccata da Letta, con al centro l’idea suggestiva e condivisibile della metropolitana leggera tra Pisa e Firenze, richiede un ripensamento e un ammodernamento dell’intera rete ferroviaria regionale, anche al fine di decongestionare quella tratta. Però, sul Recovery plan, a oggi, non è citato alcun intervento sulle ferrovie toscane. Stesso discorso vale per la “Tirrenica” e molto altro ancora.

Poi si legge anche che il Piano nazionale di ripresa e resilienza potrebbe essere occasione per il nuovo stadio della Fiorentina: bene, è una scelta giusta perché non sfugge il rilievo sociale e economico che lo sport esercita.

Nello stesso tempo, occorre chiedere l’inserimento di Piombino tra gli impianti siderurgici su cui investire risorse per la riconversione ecologica, in un progetto nazionale per l’acciaio “verde”, con un impegno in linea con quanto previsto per Taranto. Insomma, per la Toscana, sul Recovery Plan, è tempo di una strategia più solida e condivisa e meno “á la carte”.

Su questo, accenno a un secondo punto: il ruolo del Pd regionale. La funzione di questi anni è stata orientata più alle vicende interne che non a una funzione di elaborazione, direzione politica e coordinamento delle strategie di governo del territorio. Su questo un prezzo lo si è pagato in termini elettorali, a cominciare dai tanti capoluoghi, e anche su un indebolimento strutturale che per ben due volte ha visto i nostri esponenti toscani esclusi dal governo nazionale.

Il cambio di segreteria nazionale, la piattaforma offerta da Letta con il passaggio previsto nei circoli, chiedono un cambio di passo anche in Toscana, recuperando un ruolo di direzione politica più forte e incisivo, partendo proprio dal concetto di prossimità e partecipazione e lavorando per una Toscana, nel dopo pandemia, giusta e competitiva. —

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