Gioco
Elba, Cipollini rinuncia ai mondiali di mountain bike
Il campione rinuncia al ruolo di testimonial dopo le polemiche per le accuse di violenza alla ex moglie
Per l’annuncio il sito Elbareport, anche se la notizia l’aveva data Il Tirreno. Alle 17,52 di martedì 16 marzo il velocista Mario Cipollini, annuncia che rinuncia al ruolo di testimonial dei mondiali di Mountain bike in programma a ottobre all’Elba. Prende la decisione dopo che il caso arriva in consiglio regionale, con un’interrogazione delle consigliere di M5S Irene Galletti e Silvia Noferi. Sono le uniche a contestare la scelta (segnalata da Il Tirreno) di Cipollini come testimonial dei mondiali di Mountain Bike, malgrado sia sotto processo per maltrattamenti nei confronti della moglie.
Le consigliere chiedono a Eugenio Giani, presidente della Regione che patrocina l’evento, chi abbia scelto l’ex campione del mondo di ciclismo come testimonial dell’evento, ignorando le accuse di violenza a suo carico. Poi sollecitano la Regione a ritirare il patrocinio «nel caso il testimonial non venisse sostituito». A togliere d’impiccio la Regione ci pensa Cipollini che – minacciando querele – precisa di non aver «pattuito alcun compenso a titolo di rimborso spese» per il «ruolo proposto dall'associazione organizzatrice dell'evento». In realtà l’associazione sportiva che organizza l’evento proprio a Il Tirreno ha detto di aver gradito la scelta, ma di non averla fatta. In realtà nessuno, ufficialmente, se la attribuisce perché l’accostamento al campione sotto processo per un reato di violenza contro le donne mette in grande imbarazzo.
Anche se non è stato ancora condannato, come fa notare lo storico amico e assessore allo Sport di Capoliveri, il professor Enrico Castellacci, ortopedico di fama nazionale (che ha seguito la Nazionale mondiale di calcio di Marcello Lippi) che ha rimesso in piedi (e in sella) Cipollini più di una volta. Proprio in nome di questa amicizia – dice Cipollini in un’intervista a margine della conferenza stampa in regione – accetta l’incarico. Argomento su cui la Regione glissa. A domanda precisa si limita a dire che «nessuno aveva pensato al fatto che il campione fosse sotto processo per maltrattamenti». Ma senza affrontare il problema.
Ora il problema affronta la Regione, con l’interrogazione di Irene Galletti e Silvia Noferi che sollecitano Giani a «informare il consiglio regionale se il nome del prescelto sia stato comunicato alla Regione prima o dopo l’apposizione del proprio patrocinio. Nel secondo caso, Giani deve informare il Consiglio del perché la Regione abbia accettato di approvare, spendendo il proprio nome, un evento senza conoscerne tutti gli elementi essenziali, testimonial compresi». Vero è che con la rinuncia all’incarico, il problema di estingue. Ma non si estingue la distrazione della politica. Una distrazione duplice: prima, quando non ha pensato alla scelta operata; dopo, quando, ha scelto di non pensarci. —
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