Il Tirreno

Toscana

IL CASO

Aifa blocca la somministrazione di AstraZeneca, in Toscana sospese 34mila prenotazioni

Aifa blocca la somministrazione di AstraZeneca, in Toscana sospese 34mila prenotazioni

Con Germania e Francia anche l'Italia blocca il vaccino in via precauzionale, in attesa della pronuncia dell'Ema che sta raccogliendo tutte le informazioni sulle morti sospette avvenute negli ultimi giorni

4 MINUTI DI LETTURA





AstraZeneca sospeso anche in Italia. E di conseguenza anche la Regione Toscana sospende la somministrazione del vaccino Astrazeneca in applicazione delle disposizioni di Aifa, che ha deciso di estendere il divieto di utilizzo di questo vaccino su tutto il territorio nazionale, in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell'Ema.

In Toscana, dunque, è stata sospesa con effetto immediato, fino a nuove comunicazioni, la vaccinazione con il vaccino prodotto da Astrazeneca a partire da quelli in corso oggi pomeriggio circa 4mila. Per domani, 16 marzo,  risultano sospese circa 5.500 somministrazioni e per dopodomani altre 5.500. Da oggi al 21 marzo prossimo,  sono sospese circa 34mila prenotazioni.

"Allo stato attuale in Toscana non è segnalato alcun effetto collaterale rispetto ai vaccini AstraZeneca somministrati", ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani.

La decisione dell'Aifa è stata presa «in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell'Ema», «su tutto il territorio nazionale». Anche per l’Italia, dunque, c’è lo stop del vaccino anti Covid anglo svedese dopo che già altri Paesi – l’ultima la Germania – aveva proceduto in questa direzione. 

Nei paesi europei finiscono sotto esame sempre nuovi casi di trombosi e decessi sospetti di persone che avevano ricevuto l'iniezione con il farmaco della società anglo-svedese. Gli ultimi a sospendere l'uso di AstraZeneca sono stati i quattro grandi dell'Ue: oltre all'Italia, anche Francia, Germania e Spagna - quest'ultima per 15 giorni - hanno bloccato nelle stesse ore la somministrazione per i timori dei possibili effetti collaterali. Nonostante la società produttrice, l'Oms, l'università di Oxford, autorità sanitarie britanniche e il premier Boris Johnson insistano che non ci sono controindicazioni. E nonostante l'Agenzia europea del farmaco Ema sostenga che anche eventuali rischi siano superati dai benefici.

I primi a lanciare l'allarme, dopo avere verificato problemi nella coagulazione del sangue in numerosi cittadini vaccinati di recente, erano stati i Paesi del nord Europa. La Danimarca l'11 marzo aveva annunciato la sospensione di AstraZeneca. A seguire Islanda, Norvegia, Bulgaria, Irlanda, Olanda e - fuori dall'Europa - Thailandia, Repubblica Democratica del Congo e Indonesia. In precedenza, un primo lotto di AstraZeneca era stato bloccato dall'Austria l'8 marzo, dopo la morte di un'infermiera di 49 anni. Estonia, Lituania, Lettonia e Lussemburgo avevano sospeso lo stesso lotto, vietato l'11 marzo anche dall'Aifa e dalla Romania. Ieri il Piemonte ha sospeso in toto l'uso del vaccino dopo la morte di un insegnante. Decisione estesa oggi a tutto il territorio nazionale dall'Aifa.

L'Ema terrà giovedì una riunione straordinaria per esaminare la situazione. Un suo pronunciamento dovrebbe in teoria orientare le scelte dei governi del Vecchio Continente. Intanto in un'audizione all'Europarlamento si è già espresso il responsabile per la strategia vaccinale dell'agenzia, Marco Cavaleri: a suo parere, il rapporto tra benefici e rischi "è positivo e non vediamo alcun problema nel proseguire le vaccinazioni". Posizione ratificata poi con una nota ufficiale dalla stessa agenzia. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che ulteriori dati dell'agenzia sono attesi già domani.

Effetti collaterali a parte, AstraZeneca potrebbe invece avere un altro punto debole: secondo uno studio citato dallo stesso Cavaleri dell'Ema, il vaccino sarebbe risultato inefficace contro la variante sudafricana del Covid, anche se saranno necessarie verifiche più ampie. Dai primi riscontri, sembrerebbero invece avere "un'ottima efficacia" contro i nuovi ceppi i vaccini a Rna messaggero sviluppati da Pfizer e Moderna e quello Johnson&Johnson, di cui l'Ema ha approvato l'uso qualche giorno fa.

In attesa di maggiori certezze sugli eventuali effetti collaterali di AstraZeneca, ciò che è sicuro è l'impatto negativo che lo stop sta avendo sulle campagne vaccinali di molti Paesi europei. Mentre il Regno Unito prosegue a tamburo battente e supera i 26 milioni di dosi somministrate, di cui quasi metà AstraZeneca.
Non secondario anche il problema di chi ha già avuto la prima dose e avrebbe dovuto ricevere la seconda in questi giorni.

L'Aifa ha fatto sapere che renderà note "tempestivamente" le modalità per completare la vaccinazione non appena la situazione sarà più chiara. Per far fronte ai ritardi, in tanti confidano nell'aumento della produzione delle altre aziende farmaceutiche e nell'arrivo di nuovi vaccini. Compreso il russo Sputnik V, per il quale tuttavia - fanno sapere da Bruxelles - non c'è ancora un negoziato. Intanto sono stati raggiunti accordi per avviarne la produzione in Italia, Spagna, Francia e Germania, per farsi trovare pronti a distribuirlo se un domani arrivasse l'approvazione dell'Ema. Mentre Johnson&Johnson ha raggiunto un'intesa con la tedesca IDT Biologika per produrre vaccini destinati al continente nella fabbrica di Dessau, in Germania.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web