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Mascherine a scuola, il Consiglio di stato: "Urgente valutare che non siano pericolose per i bimbi"
Sul caso interviene anche la Garante dei minori della Toscana: "È significativo il numero di segnalazioni da parte di genitori che esprimono forte dissenso per l'uso obbligatorio del dispositivo"
Occorre "una nuova, urgente, motivata rilevazione specifica dell'impatto dell'uso prolungato" delle mascherine sui minori di 12 anni "anche alla luce dei criteri dettati dall'Oms". Perchè "l'imposizione non giustificata di un dispositivo come il DPI su scolari giovanissimi presuppone l'onere per l'autorità emanante di provare scientificamente che l'utilizzo non abbia impatto nocivo sulla salute psico-fisica dei destinatari". Lo scrive il presidente della Terza Sezione del Consiglio di Stato Franco Frattini in un decreto monocratico con cui sospende l'obbligo per una bambina, per difficoltà respiratorie, di indossare la mascherina.
Nell'ordinare il nuovo accertamento sull'impatto della mascherina sui giovani scolari, non essendo sufficiente "il mero richiamo a precedenti documenti scientifici anche del Cts", il Consiglio di Stato prospetta una "responsabilità" in caso di "ritardo" o "omissione" di questo atto. All'origine del caso il ricorso contro l'uso della mascherina presentato al Tar del Lazio dai genitori di una bambina che va a scuola nella provincia di Bolzano.
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E una lettera ai presidenti di Giunta e Consiglio regionale, Eugenio Giani e Antonio Mazzeo per "il significativo numero di segnalazioni da parte di genitori che esprimono forte dissenso per l'uso obbligatorio delle mascherine nelle scuole anche in situazione di staticit a prescindere dal rispetto della distanza di sicurezza" è stata inviata dalla Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Toscana, Camilla Bianchi, dopo aver già inviato sul tema una missiva al presidente del Consiglio Mario Draghi.
Nel documento la garante ricorda che "l'uso obbligatorio delle mascherine di comunità è stato pedissequamente replicato in tutti i Dpcm" e che "tale normativa, atteso il carattere irragionevolmente indifferenziato, è stata impugnata dinanzi al Tar del Lazio, il quale ha reso al riguardo due pronunce che costituiscono un punto di riferimento obbligato per la problematica in questione".
"Le misure assunte a tutela prioritaria della salute pubblica, ancorché necessarie" scrive anche Bianchi, gravano "in particolar modo sulle persone di minore età che vivono in questo momento una condizione di maggiore fragilit che non pu essere sottovalutata". La Garante, "non avendo alcuna competenza per poter intervenire sulla normativa in questione", si rivolge a Giunta e Consiglio regionale affinché "nell'ambito delle rispettive competenze istituzionali possano assumere al riguardo le determinazioni ritenute pi opportune".
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