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Poche dosi, in Toscana over 80 vaccinati tutti solo a metà aprile
La campagna vaccinale per prof e forze dell’ordine si sta invece arenando nelle sabbie mobili prodotte dai tagli
FIRENZE. La campagna vaccinale per gli over 80 prosegue, anzi la prossima settimana potrebbe accelerare seppure senza subire scosse decisive. Quella per prof e forze dell’ordine si sta invece arenando nelle sabbie mobili prodotte dai tagli imposti da AstraZeneca alle forniture delle dosi. La casa farmaceutica, dopo aver comunicato una riduzione del 50%, ha anche accorciato l’orizzonte temporale della sua agenda di consegne. Così, se si sa che oggi consegnerà 26mila dosi e non più 44.500 come era previsto, non è ben chiaro all’assessorato alla sanità come programmare le prossime settimane di marzo. A stare alle notizie fornite da Roma, la multinazionale anglo-svedese si rifarà viva con i vaccini il 12 o il 13 marzo con circa 7mila dosi. Oltre quella data non è possibile avere conferme.
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Tutt’altra storia per Pfizer, che sembra aver finalmente raggiunto un po’ di stabilità. La prossima settimana arriveranno in Toscana 46.800 dosi. Una partita che consente di distribuire ai 2.583 medici di famiglia che hanno aderito all’accordo con la Regione fino a 18 dosi a testa. In assessorato, così, ci si aspetta che negli ambulatori si possa andare ben oltre i 9.275 over 80 vaccinati finora, la maggior parte in questa settimana. L’obiettivo è raggiungere almeno i 30mila vaccinati nei prossimi sette giorni. Se tutti i medici prenotassero 18 dosi si potrebbe addirittura arrivare a circa 46.500 dosi a settimana. Una buona notizia, ma non ottima. Finora la Toscana ha vaccinato (almeno con una dose) 177.362 dipendenti della sanità, 42.441 amministrativi, 27.271 anziani nelle case di riposo, 9.264 uomini e donne delle forze armate e dell’ordine, 26.049 componenti del personale scolastico oltre ai 9.275 over 80. Visto che restano da vaccinare ancora circa 300mila ultraottantenni, è probabile che, anche se si tenesse quel ritmo, non verrebbero coperti tutti prima di sei-sette settimane. Insomma, fino a metà o fine aprile la fascia più fragile e a rischio della popolazione resterebbe vulnerabile. Eppure uno studio condotto dall’Asl centro dimostra che anche una sola dose è fondamentale: la campagna di immunizzazione partita prima della fine del 2020, infatti, ha ridotto dell’80 per cento i contagi fra i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari. Mentre a novembre l’azienda sanitaria ha contato 811 contagi tra il personale, a febbraio sono stati finora 161. Ma purtroppo l’inceppo del sistema resta sempre la scarsità di forniture. — M.N.
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