Attenzione
Minacce al Tirreno, la solidarietà della ministra Lamorgese
Convocato il Centro di monitoraggio sugli atti contro i cronisti
LIVORNO. Ondata di solidarietà per le minacce e le intimidazioni nei confronti dei giornalisti del Tirreno. A partire da quella della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, che ha convocato un vertice al Viminale per parlare di questo tema partendo proprio dal caso del nostro giornale.
Insomma, è ora di fare in modo che minacce, atti intimidatori, aggressioni fisiche o verbali non passino come se nulla fosse. Tanto meno se gli autori si nascondono dietro la tastiera di un computer. Dopo gli ultimi attacchi al nostro giornale - le ingiurie e le minacce rivolte al giornalista Stefano Taglione da Marco Ristori, titolare di una tabaccheria di Livorno che scrive per il sito "L’Osservatore", e il post con cui Roberto Ricotti commentando i dati relativi al contagio Covid in provincia di Pistoia evocava su Facebook «un bell’attentato alla sede de "Il Tirreno" con tanto di morti e feriti» - è il ministero dell’Interno ad assumere un’iniziativa che dimostra quanto sia urgente stoppare questa deriva pericolosa.
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«Esprimo la mia solidarietà ai giornalisti de Il Tirreno per le gravissime minacce ricevute sui social» ha dichiarato la ministra Luciana Lamorgese, preannunciando la convocazione al Viminale, per la prossima settimana, del Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazione sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. «L’attenzione del ministero dell’Interno per la tutela degli operatori dell’informazione è massima - ha proseguito -. Per prevenire violenze e minacce, anche sul web, ho riattivato, sin dal 10 gennaio 2020, il tavolo di confronto con gli organismi rappresentativi dei giornalisti e, sulla scorta delle esigenze emerse in quella sede, sono state già avviate iniziative sui territori con la più stretta collaborazione tra il Dipartimento della pubblica sicurezza, le prefetture e l’Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa italiana», ha concluso Lamorgese sottolineando «il dovere delle istituzioni di intervenire per difendere la libertà di stampa, che rappresenta uno dei pilastri della democrazia».
Da parte del governo un intervento tutt’altro che rituale, che non si limita a un gesto di solidarietà ma che prende di petto una questione - quella della sicurezza di chi fa informazione - che non riguarda solo i giornalisti ma la democrazia e quindi tutti i cittadini.
Oltre a quelle della ministra Lamorgese, ieri sono arrivate al Tirreno le parole di vicinanza e sostegno di rappresentanti delle istituzioni - a partire dal presidente della Regione Eugenio Giani - della politica, del mondo dell’associazionismo e ovviamente del giornalismo. Il prefetto di Livorno Paolo D’Attilio stamane alle 11 sarà al giornale per portare di persona la solidarietà sua e dell’ufficio che guida.
Intanto i due ultimi attacchi al giornale avranno sviluppi giudiziari immediati. Stefano Taglione ha già provveduto a presentare querela contro Marco Ristori; al momento del processo il direttore Stefano Tamburini e l’editore chiederanno di potersi costituire parte civile. L’Ordine dei giornalisti sta facendo verifiche per capire se si possa configurare l’ipotesi di esercizio abusivo della professione.
Il capo della redazione di Pistoia Paolo Toccafondi invece presenterà oggi la querela nei confronti dell’autore del post "ci vorrebbe un attentato alla sede del Tirreno". Querela che sarà poi presentata anche dal direttore del giornale. --
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