Insultio e minacce al Tirreno, i messaggi di solidarietà: «Guai a sottovalutare parole così gravi»
«Esprimo la mia solidarietà ai giornalisti de Il Tirreno per le gravissime minacce ricevute sui social». Le parole della ministra Luciana Lamorgese danno il senso della gravità della questione sollevata dal nostro giornale dopo gli ultimi attacchi che ha subito. Ma oltre a quella della rappresentante del governo, molte altre voci autorevoli si sono levate.
FNSI E ASSOSTAMPA
«Il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, il presidente Sandro Bennucci e gli organismi dirigenti dell’Associazione Stampa Toscana dicono, in coro: ora basta davvero! E si riferiscono all’ennesimo episodio di minacce e intimidazioni ai danni dei colleghi del Tirreno. Questa volta è toccato alla redazione di Pistoia del quotidiano alla quale, via web, è giunto il messaggio inquietante: “Ci vorrebbe un bell’attentato alla sede del Tirreno, con tanto di morti e feriti”. Tutto questo mentre a Livorno un altro giornalista del giornale diretto da Stefano Tamburini veniva aggredito verbalmente e minacciato perché lamentava la continua copiatura degli articoli de Il Tirreno su un sito, da parte di un esercente che aveva anche tentato di ostacolarne il lavoro di cronaca».
«Augurare o anche solo ipotizzare che nel 2021 si possa verificare un gesto come quello di un attentato ci riporta indietro di almeno cento anni, nella fase più buia dello squadrismo che metteva a ferro e fuoco le redazioni. È improponibile che ancora oggi si alimenti una campagna d’odio nei confronti di chi fa informazione professionale o che si tenti di ostacolarne il lavoro», dicono Lorusso e Bennucci esprimendo la «piena e incondizionata solidarietà ai giornalisti e al direttore de Il Tirreno». Aggiungendo: «La violenza verbale che suona come un invito a praticare quella fisica, i cui episodi anche recenti purtroppo non mancano, ci spinge a chiedere ancora l’impegno delle Istituzioni e delle forze dell’ordine perché vengano identificati, isolati e colpiti coloro i quali la diffondono».
ORDINE DEI GIORNALISTI
«La notizia di una nuova gravissima minaccia nei confronti di una testata toscana ci convince che la situazione vada affrontata dalle autorità con mezzi e impegno straordinari. A essere preso nuovamente di mira è Il Tirreno, a cui va la solidarietà e la vicinanza dell’Ordine dei giornalisti della Toscana. Su un social media il livello delle minacce è salito ulteriormente di livello: si è arrivati a invocare un attentato a una delle sue redazioni con morti e feriti. Da mesi i giornalisti sono finiti nel mirino di chi cova odio e rancore per qualsiasi motivo. Minacce, insulti, botte. L’Ordine dei giornalisti della Toscana, visto l’inquietante ripetersi di questi episodi, chiede un intervento diretto della ministra dell’Interno. Evidentemente, la meritoria azione di Prefetture e forze dell’ordine non basta più a frenare un’ondata di odio nei confronti di chi fa informazione, un’ondata che deve essere fermata con ogni mezzo prima che sia troppo tardi».
CDR DEL TIRRENO
«Siamo arrabbiati, ma nessuno pensi che siamo stanchi. Dopo l’aggressione e le minacce a un nostro collaboratore, qualche giorno fa davanti alla sede dell’Autorità portuale a Livorno, stavolta nel mirino degli “odiatori” è finito un nostro collega, preso a male parole da un tabaccaio che, a avanza tempo, scrive su un sito on line, spesso copiando i nostri articoli e senza mai citarci. Lo stesso giorno sui social un altro auspica un attentato alla sede del Tirreno “con morti e feriti”. E sono solo gli ultimi episodi, perché un anno fa un collega fu aggredito con una spranga da un edicolante, sempre a Livorno, mentre a Carrara una collaboratrice veniva “sequestrata” da un vigile urbano. Per questo siamo arrabbiati, ma non siamo stanchi.
Chiediamo solo il rispetto per la nostra professione, fatta ogni giorno con serietà, attenzione e rigore. Per questi motivi il Comitato di Redazione del Tirreno condivide la scelta della direzione e dell’editore di procedere per vie legali per tutelarci e per difendere la libertà di stampa. L’intolleranza nei confronti di chi svolge un ruolo essenziale per la democrazia è una questione che non può più essere taciuta o sottovalutata: quotidianamente assistiamo a violenze verbali e offese sui social network contro chi lavora con serietà e professionalità per informare i cittadini. Questa violenza virtuale, vigliacca e intollerabile, si trasforma sempre più spesso in violenza fisica. Il Cdr ringrazia per l’ondata di solidarietà arrivata dalle Istituzioni, da Associazione stampa e Ordine dei giornalisti, da centinaia di semplici cittadini che ci seguono quotidianamente in edicola e online. E a tutti loro ribadisce: siamo arrabbiati, ma non siamo stanchi. Insulti e minacce ci danno forza e ci spingono a proseguire nel nostro lavoro quotidiano. Non sarà l’odio di pochi a fermarci, statene certi».
L’ONDATA DI SOLIDARIETÀ
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani auspica che sulla minaccia arrivata via web alla redazione del Tirreno di Pistoia si faccia velocemente luce e vengano accertati mittente e responsabilità. «Non si può sottovalutare la gravità del gesto e delle parole – commenta Giani – anche se fossero parole sfuggite per la facilità con cui sui social e nell’anonimato della Rete troppo spesso si attacca ormai tutto e tutti come se nulla fosse. La Regione ha lavorato molto per contrastare il linguaggio d’odio sul web, che era e rimane un problema. Ma in questo caso il gesto è ancora più grave. Si tratta di uno messaggio minatorio contro persone e lavoratori e contro un caposaldo della democrazia che è il diritto e dovere ad una informazione libera e senza condizionamenti, il diritto dei cittadini ad essere informati e dei giornalisti ad informare».
Solidale con il nostro giornale anche il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi («è importante che non cali il silenzio su simili episodi»), la Cgil toscana («sono minacce alla libertà di stampa, alla democrazia, a tutti e ciascuno di noi» dice la segretaria generale toscana Dalida Angelini), il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo («non si può mettere impunemente in discussione un diritto fondamentale della nostra carta costituzionale come la libertà di stampa»), il deputato di Forza Italia e giornalista Giorgio Mulè («l’attenzione sia massima: nella nostra democrazia l’informazione è un valore fondante e costituzionale e a nessuno permesso di minacciarla»), il presidente di Confindustria Toscana Maurizio Bigazzi («un atto grave che colpisce voi e con voi quella libera informazione di cui voi siete protagonisti nel raccontarci quotidianamente i fatti della nostra regione»), il deputato di Cambiamo Giorgio Silli («solidarietà al direttore e ai giornalisti del Tirreno»), il consigliere comunale della Lega di Livorno Carlo Ghiozzi («tenete duro»), il dirigente di Forza Italia Maurizio Marchetti («Giorgia Meloni e Il Tirreno, due facce del solito odio»), la presidente del M5s Toscana Irene Galletti («solidarietà ai giornalisti del Tirreno e a tutta la categoria»), la deputata di Forza Italia Deborah Bergamini («mi auguro che gli autori di simili iniziative vengano individuati quanto prima»), il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni («siamo vicini ai giornalisti che continueranno con la schiena diritta a fare il loro mestiere»), la consigliera regionale della Lega Elisa Montemagni («occorre monitorare l’uso dei social troppo spesso usati a sproposito»), la segretaria regionale del Pd Simona Bonafè («lo schermo del dispositivo da cui vengono lanciate le minacce via social non può essere uno scudo di impunità»), il deputato della Lega Edoardo Ziello («auspichiamo massima attenzione delle istituzioni affinché questo focolaio di hate-speech venga spento al più presto»), il direttore di Cna Livorno Dario Talini e il presidente Maurizio Serini («non ci può essere giustificazione per un attacco alla libertà di stampa»), il commissario di Europa Verde per la Toscana Francesco Alemanni («condanniamo nettamente le minacce giunte all’indirizzo del Tirreno»), l’onorevole Alessandro Morelli della Lega («l’autore delle minacce sia presto individuato»).
«Solidarietà al Tirreno – dice Piero Fassino, presidente della Commissione Esteri della Camera – il linguaggio d’odio è drammaticamente diffuso. Riguarda tutti, far finta di nulla è sbagliato». Mentre Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, ringrazia la ministra Lamorgese per «la tempestività con cui è intervenuta». Il segretario del sindacato giornalisti Rai (Usigrai) Vittorio Di Trapani ha espresso solidarietà al Tirreno con una telefonata al direttore Stefano Tamburini. «Solidarietà e vicinanza ai colleghi del Tirreno» anche da Domenico Mugnaini, direttore di Toscana Oggi. —
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