Gioco
Giani: restiamo in arancione. Ma dopo Cecina potrebbero scattare altre zone rosse locali
Il presidente è in contatto con sindaci e tecnici delle Asl per capire quali comuni potrebbero dover essere sottoposti a maggiori restrizioni. Si pensa anche a zone arancioni rafforzate
«La Toscana resterà arancione», dice Eugenio Giani. Ma nelle prossime ore potrebbe colorarsi di zone rosse locali. Non solo Cecina. Potrebbero essere altri i Comuni toscani a dover ripiegare su restrizioni più severe sul territorio regionale per tenere a bada il virus. Il presidente in queste ore è al lavoro con i tecnici della task force, i direttori sanitari delle Asl e i sindaci delle città e dei borghi più in crisi per la diffusione delle varianti. Sotto sorveglianza molti comuni del senese, da Monteroni a Monteriggioni, ma anche la stessa città di Siena ha registrato un’impennata dei contagi. Poi Arezzo, Pistoia e provincia. Ma non sarà solo la capillarità della circolazione delle varianti a determinare le chiusure. Si valuta anche quanto i nuovi casi abbiano fatto aumentare i ricoveri e dunque l’impatto sul sistema sanitario. Non è detto che ovunque ci sia un’alta incidenza di positivi si debba anche ricorrere alla misure più restrittive. Non solo. La soluzione, per alcune realtà, potrebbe essere anche una zona arancione rafforzata, così come già sperimentato da alcuni centri.
«In un colloquio con il sindaco di Cecina – dice Giani – ho visto e ho avvertito tutte le preoccupazioni per una crescita dei contagi negli ultimi giorni, e soprattutto per certe tendenze di contagio che si erano manifestate in alcuni luoghi, e abbiamo deciso che sarà zona rossa. Lo stesso processo, non vi anticipo dove perché ancora la decisione definitiva non l'abbiamo presa, potrebbe esserci per altri comuni». Non solo. «Molti sindaci parlando con me hanno assunto, senza arrivare alla zona rossa, dei provvedimenti da super arancione – continua il presidente – a Montale (Pistoia) oggi il sindaco Betti chiuderà i giardini dove ha visto si concentravano le persone, in altri luoghi i focolai erano nelle scuole e saranno chiuse. Insomma siamo in zona arancione, ma con misure di buonsenso e finalizzate alla disciplina nel singolo spazio stiamo gestendo una situazione che io spero stabilizzandoci possa darci il respiro per fare la vera cosa che conta per superare il Covid-19, ovvero la vaccinazione».
Giani invece ne è certo. «Domani in Toscana siamo in zona arancione». Il dato non è ancora stato ufficializzato, e all’assessorato alla sanità si attende ancora la bozza del monitoraggio dall’Istituto superiore di sanità con il valore dell’Rt della Toscana, ma il presidente è ottimista. E sulla stessa scia lo segue Dario Nardella: «Ci sono molte probabilità che la Toscana rimanga in zona arancione» dice il sindaco sostenendo ci sia «stata una fuga di notizie» sulla possibilità di un passaggio al rosso, «ma non è così. Bisogna essere prudenti, realistici, ma anche non allarmistici». Questo significa che l’indice di contagio è sotto la soglia dell’1,25.
«Oggi ho avuto segnali tranquillizzanti perché i contagi nella giornata odierna, nonostante sia mercoledì, e il mercoledì è il giorno al centro della settimana che registra più casi - dice Giani - sono poco più di 800. Mercoledì scorso erano più di 900, quindi significa che si sta quantomeno un po’ stabilizzando, quello che è stato il trend di crescita che ha caratterizzato per cinque settimane la nostra regione». Tanto è vero che «ho ragionevoli speranze che dopodomani il comitato tecnico scientifico possa considerare un Rt che ci mantiene in zona arancione, e quindi esorcizza quella che era la tendenza alla zona rossa che molti giornali hanno enfatizzato», chiude Giani, senza però tener conto che l’indice di contagio calcolato dall’Iss e dalla Cabina di regia non misura l’andamento della curva di questa settimana e addirittura nemmeno quello della scorsa, ma di quella ancora precedente, visto che è elaborato sui casi sintomatici. Tradotto: ogni positivo sintomatico sviluppa i sintomi a una settimana dal contagio. Dunque, se è stato intercettato con i tamponi la settimana scorsa – quella presa a riferimento dal monitoraggio – significa che si è infettato in quella precedente. E la curva dell’Rt (non dei contagi, attenzione) su cui si fonderanno le scelte del ministro Roberto Speranza fa riferimento all'andamento della settimana 8-14 febbraio, non certo a quella in corso. La conferma definitiva dell'arancione, al di là della bozza, arriverà venerdì, quando si riunirà di nuovo la Cabina di regia del ministero.
«La Toscana ha dati che sono sostanzialmente stabili – aggiunge seguendo il suo ragionamento Giani – che possono mantenere la zona arancione. Detto questo, dobbiamo isolare quei casi che manifestano una tendenza alla crescita»
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