Attenzione
Coronavirus, Rezza sulle varianti: "Sì a zone rosse mirate". Giani: "In Toscana non sono previste"
Il direttore della Prevenzione del ministro della Salute non ha dubbi sugli interventi da fare nelle regioni, come la Toscana, alle prese con la varianti del virus
Sono le varianti del virus a preoccupare la Toscana. Il monitoraggio di oggi (venerdì 19) della Cabina di regia conferma la nostra regione in zona arancione, ma l'Rt (l'indice di contagiosità) salito a 1,2 fa fortemente preoccupare per il futuro. E allora: cosa fare? Non ha dubbi Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministro della Salute: "Nei confronti di queste varianti, ancora non molto diffuse, dobbiamo agire tempestivamente e in maniera molto aggressiva. Si deve fare contenimento. In una regione, che sia gialla o arancione, vanno fatte zone rosse. Dobbiamo fare di tutto per contenerle".
Rezza prosegue: "Ci aspettiamo un aumento della variante inglese, molto diffusa soprattutto in alcune zone della costa adriatica, al 35-40% del totale. Ma sappiamo che non riduce l'efficacia del vaccino, questo è il bicchiere mezzo pieno. La variante brasiliana invece è soprattutto nel Perugino e le aree contigue della Toscana, con casi sporadici altrove".
Ma al momento Eugenio Giani, presidente della Regione, frena sull'ipotesi di mini lockdowdn: "Dove vediamo qualche focolaio interveniamo coi tamponi, se individuiamo un problema reale allora facciamo zone rosse, ma in questo momento non ne ho previste", dice Giani.
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