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Sanlorenzo e Ferretti alleati per prendere Perini Navi

Donatella Francesconi
Sanlorenzo e Ferretti alleati per prendere Perini Navi

I due gruppi hanno creato una nuova società per rilevare il cantiere fallito Galassi e Perotti: «Il nostro accordo è un passaggio epocale per la nautica» 

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VIAREGGIO. Insieme, per salvare dal fallimento Perini Navi, un pezzo di prestigio italiano nel mondo. È l’operazione messa in piedi da due grandi marchi del settore come sono Ferretti Group e Sanlorenzo. I quali, venerdì scorso hanno incontrato il curatore fallimentare Franco Della Santa e – all’alba di ieri mattina – hanno diffuso l’annuncio della creazione di una nuova società «in joint venture paritetica» per rilevare Perini Navi, dichiarata fallita dal Tribunale di Lucca lo scorso 29 gennaio. Il pensiero di Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti Group, e quello di Massimo Perotti, patron di Sanlorenzo, corre a una sole voce ai dipendenti della azienda fallita ma anche a quell’indotto di Perini Navi, «che oggi viene salvaguardato», si legge nella nota diffusa, «composto di tanti fornitori a cui verrà restituita e assicurata serenità». Le aziende dell’indotto – sottolinea Perotti con il Tirreno – «sono la nostra vita. E non è possibile stare a guardare queste imprese, le stesse con le quali lavoriamo, dibattersi nell’attuale sofferenza». Imprese che – aggiunge Galassi – «sono il nostro indotto che ha subito un duro colpo. Siamo sicuri che il nostro impegno si tradurrà in ulteriore crescita con benefiche ricadute sul territorio e maggior splendore per la nautica italiana».

I due marchi della grande nautica puntano a lanciare la nuova società nella gara che il curatore fallimentare dovrà bandire per piazzare Perini Navi. Non escludendo di passare anche per un affitto di ramo d’azienda, «così da garantire una più agile e rapida ripresa delle attività produttive e il mantenimento dei livelli occupazionali». Uno scafo pronto per essere allestito è appena arrivato dalla Turchia, altre barche sono a metà, altre ancora all’80 per cento. L’annuncio Ferretti-Sanlorenzo mette il turbo all’uscita dal buio del fallimento Perini Navi (azienda per la quale si sono fatti avanti anche “The Italian Sea Group”, e “Gruppo Palumbo”), fatti salvi i tempi necessari all’iter di legge che il curatore deve garantire e l’esito del reclamo contro il fallimento presentato dalla proprietà (famiglia Tabacchi) con udienza fissata a Firenze per il prossimo 16 aprile. Sia Galassi che Perotti ipotizzano un tempo compreso tra i 90 e i 120 giorni perché il quadro si faccia più chiaro. Ed è presto per ipotizzare qualsiasi cifra, anche se – sottolinea l’ad di Ferretti Group – «abbiamo confermato l’impegno a presentare garanzia bancaria a pagamento dell’intero importo stabilito dalla procedura». Da ultimo, ma non per importanza, l’elemento meno tecnico dell’operazione: quel mettersi insieme che è – per dirla con le parole di Perotti – «passaggio epocale per la nautica italiana», ma anche «un modo nuovo di interpretare il fare industria». Frutto della generazione di imprenditori cresciuta sulla scia dei “padri fondatori” della nautica e che oggi sempre più brilla di luce propria. —

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