Sicurezza
Due topi morti, minacce al militante di sinistra
Pietrasanta: esponente di Potere al Popolo trova due ratti impiccati sull’auto. «Difendo i deboli, non è il primo attacco»
pietrasanta. «Quando ho visto, ieri mattina, quei due poveri topi appesi allo specchietto dell’auto ho pensato immediatamente a una minaccia contro la mia persona. Non mi resta altro che fare denuncia».
Sono parole, quelle di Gabriele Fornesi di Pietrasanta, a commento di un gesto tanto macabro quanto orribile, che celano rabbia e preoccupazione a margine di un episodio su cui sarà compito delle forze dell’ordine adesso fare chiarezza.
Qualcuno ha attaccato agli specchietti della sua autovettura una corda con, ai due capi, due nodi scorsoi a stringere il collo di due ratti. In quello che ha tutta l’apparenza di un macabro avvertimento. Dal quale potrebbero non mancare motivazioni di carattere politico.
«Non sono assolutamente preoccupato per la mia persona, certe azioni mi lasciano dentro altro, non ho paura – spiega Fornesi –, ma io non vivo da solo e il fatto che qualcuno sappia dove abito e conosca la mia macchina, non mi piace. Ho anche cani e gatti nella mia abitazione e alla luce di quanto fatto a questi due topi, uno impiccato e l’altro usato come contrappeso, certo non sono tranquillo».
Ma perché minacciare Fornesi? È qui che entra in campo (forse) la motivazione politica del gesto.
«Sono un militante di Potere al Popolo – continua Farnesi –, supporto le azioni sindacali e quelle a sostegno delle persone che non hanno una casa: posso pensare che le mie idee di sinistra, ribadite in ogni dove quando posso, a qualcuno non piacciano, ma qui mi fermo perché non ho certezze sulle motivazioni, se motivazioni ci possono davvero essere, dietro a queste minacce».
Ora la palla passerà in mano agli inquirenti. «Domani (oggi per chi legge, ndr) mi recherò dai carabinieri per fare denuncia. L’auspicio è che i responsabili del gesto – dove si configura il reato di maltrattamenti ad animali – vengano individuati».
Fornesi già in passato era finito nel mirino di mani ignote e vigliacche.
«Davanti al cancello di casa – ricorda – scaraventarono un libro sul comunismo imbrattato di escrementi. Oggi come allora, lo ripeto, non ho idea di chi possa essere l’autore o gli autori di queste azioni, però, sanno bene chi è il sottoscritto: non posso accettare che vengano dove abito per compiere violenze e minacce di questo genere nei miei confronti». —
Luca Basile
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