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Frase choc a Pistoia «Non voglio che mi serva la nera»

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«Quel cliente mi ha puntato il dito contro, poi l’ha detto, quasi fosse la cosa più naturale del mondo. "Non voglio che sia la nera a servirmi", ha gridato. Sono una donna forte, ma quelle parole mi hanno ferito e sono scoppiata a piangere. Questo episodio mi ha fatto male. Perché, nel 2020, simili pregiudizi non dovrebbero più esistere». Fatu Fall, 46 anni, di origine senegalese, da più di 18 anni in Italia, stava lavorando nel reparto di gastronomia del negozio Unicoop Firenze di viale Adua, a Pistoia. Il 24 agosto 2020 è stata protagonista di un fatto analogo a quello di Livorno. Al supermercato tutti la conoscono e l’apprezzano, abituati a vederla affaccendata dietro al banco. Di certo non la giudicano per il colore della sua pelle, ma la considerano per la passione che mette, ogni giorno, nel suo lavoro. «Quando ho sentito quell’offesa razzista - raccontò dopo il gravissimo episodio - ho cominciato a tremare, la testa mi girava, non sapevo cosa dire. Allora è stata la mia collega, in quel momento in servizio insieme a me, a prendere in mano le redini della situazione. È uscita da dietro il banco e ha chiesto al cliente di ripetere quello che aveva detto. Lui, però, non l’ha fatto, si è limitato a rimanere in silenzio, gli occhi a terra. Poco dopo è intervenuta la figlia dell’uomo e l’ha portato via».

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