Sicurezza
Coronavirus, la Toscana zona arancione per almeno due settimane
Il ministro firma l'ordinanza: le restrizioni a partire da domenica 14. Una stretta che fa ripiombare molte attività economiche nel blackout delle chiusure. Giani: «Rt sopra l'1, ma la situazione è sotto controllo»
Dopo cinque settimane in giallo, la Toscana è costretta a un nuovo giro di vite nella gestione della pandemia. È ufficiale: la regione scivola in zona arancione. È quanto previsto nell'ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza che decreta il passaggio di colore per Regioni e Province autonome.
Una transizione dolorosa perché, almeno finché non sarà firmato un nuovo dpcm, per la Toscana prevede almeno due settimane di regole più stringenti in materia di contenimento dell’epidemia. Una stretta che ripiomba molte attività economiche nel blackout delle chiusure. Sono soprattutto ristoranti e bar a subire il nuovo stop. Se finora avevano potuto restare aperti fino alle 18, adesso dovranno tornare a lavorare fornendo al massimo un servizio di asporto. E dovranno farlo rinunciando ad una giornata chiave per gli incassi, il San Valentino. Il cambiamento di colore per la nostra regione, infatti, è da domenica 14 compresa.
Insieme alla Toscana, passano in arancione la Provincia di Trento, l’Abruzzo e la Liguria. E la Toscana passa di fascia con delle piccole aree di lockdown causate dai focolai innescati dalla diffusione delle varianti del virus: Chiusi è già zona rossa da sabato scorso e Sansepolcro sembra destinata a finirci fra poco.
Nessun dubbio sulle cause del passaggio di colore: è stato l’Rt a imporre l’arancione. L’indice di contagio da noi è salito a 1,1 (1,06-1,16) proprio a causa dell’1 al 7 febbraio, ma il timore della task force regionale è che i dati possano peggiorare ancora, soprattutto per via della diffusione della varianti del coronavirus. Anche in questa settimana, quella che verrà presa in esame per il prossimo monitoraggio, la Toscana registrerà un nuovo aumento dei casi settimanali e una crescita dell’incidenza sulla popolazione. Certo, le regole fissate dai dpcm sono chiare: ogni regione deve restare in una data fascia di rischio almeno per 14 giorni prima di sperare di scivolare verso misure più morbide. Nei decreti è prevista la possibilità di anticipare il passaggio, ma finora non è mai stata esercitata se non per assegnare una stretta ulteriore o per correggere errori nell’invio o nella ricezione dei dati all’0Istituto superiore di sanità.
«Secondo i nostri calcoli l'Rt è a 1.06 ma gli indicatori sono positivi, la situazione è sotto controllo - spiega il governatore della Toscana - oggettivamente i numeri delle terapie intensive non vanno oltre 110, un terzo di quelle che abbiamo avuto nella fase critica e non andiamo oltre le 800 unità nei posti letto covid, sempre un terzo del totale a disposizione. Ci troviamo in una situazione che è più o meno la stessa da qualche settimana a questa parte. Anche i morti, ieri 7 persone, rappresentano un dato di bassa-moderata intensità di rischio». Allo stesso tempo «è indubbio che ci sono nuovi contagi, ieri ha destato preoccupazione arrivare oltre 800, oggi ne abbiamo 727, quindi sono aumentati rispetto a inizio gennaio ma il nostro sistema sta dimostrando di essere in grado di gestire il problema».
Sul fronte scolastico, Giani ribadisce il prosieguo della didattica in presenza al 50%: «Gialli o arancione non cambia niente per la scuola, medie e superiori rimarranno al 50% come previsto dalle indicazioni governative e continueranno con le medesime modalità».
REGIONE e RT puntuale
Abruzzo 1.22
Basilicata 1.2
Calabria 0.81
Campania 0.8
E-R 0.94
FVG 0.98
Lazio 0.96
Liguria 1.08
Lombardia 0.97
Marche 0.94
Molise 1.09
Piemonte 0.93
PA Bolzano 1.25
PA Trento 1.2
Puglia 1.05
Sardegna 0.87
Sicilia 0.66
Toscana 1.1
Umbria 1.2
Valle d'Aosta 0.77
Veneto 0.71
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