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Lotteria degli scontrini occasione per i clienti o anche per i negozi?

Lotteria degli scontrini occasione per i clienti o anche per i negozi?

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La lotteria degli scontrini è partita il 1° febbraio. Si tratta, in sostanza, di un metodo di contrasto all’evasione fiscale, per il corretto adempimento degli obblighi Iva con la promessa di premi in denaro. Inoltre ha il compito di incentivare i consumatori a scegliere metodi di pagamento tracciabili al posto del contante. Per le spese pagate con carte, bancomat e altri mezzi tracciabili, si potrà richiedere l’acquisizione del codice lotteria, per partecipare alle estrazioni dei premi in palio. La prima , per gli acquisti effettuati dal 1° febbraio 2021, è giovedì 11 marzo. Sono dieci i premi mensili da 100.000 euro per chi compra e altrettanti da 20.000 euro per gli esercenti. Da giugno 2021 la lotteria prevede estrazioni settimanali, con 15 premi da 25.000 euro per i consumatori e da 5.000 euro per gli esercenti. Nel 2022 ci sarà la prima estrazione annuale, con un premio da cinque milioni per gli acquirenti e da un milione di euro per gli esercenti. Ma non tutti i commercianti sono d’accordo, anche perché serve un nuovo registratore di cassa, che ha un costo.

Il dibattito: Franco Rindi (Negozio Satoma, Cecina)
Amo le novità e il contante sta sparendo

Lotteria degli scontrini? Perché no? Per come la vedo io un’idea come questa ha più pregi che difetti. Intanto credo che potrebbe invogliare le persone ad acquistare.

È comunque una possibilità in più che il negozio mette a disposizione del cliente e magari tra due attività che vendono gli stessi prodotti, a parità di qualità, il cliente potrebbe essere portato a scegliere quella che aderisce alla lotteria. In secondo luogo sono previsti premi anche per i negozi che prendono parte all’iniziativa.

Quindi io ho tutta l’intenzione di provarci. In fondo si tratta solo di adeguare il registratore di cassa.

È vero che per noi commercianti è un costo in più, ma da quello che ho capito si tratta di spendere due o trecento euro. La mia è una storica attività del centro di Cecina. Il negozio di abbigliamento e articoli per l’equitazione Satoma è una realtà avviata da tanto tempo, strutturata e non ho problemi a investire quella cifra, però capisco anche che per i piccoli negozianti potrebbe incidere sul bilancio.

Presto comunque mi rivolgerò a chi mi assiste per l’installazione delle casse e chiederò come fare per avere un registratore adeguato, ma non penso che sia così complicato.

Personalmente vedo questo acquisto come un investimento che potrebbe portare benefici. Soprattutto in un periodo come questo. Oltre al discorso della pandemia, adesso c’è il solito problema di sempre. Cioè che l’inverno è già inoltrato ed è troppo presto per indossare gli abiti estivi. Siamo in una sorta di stagione di mezzo in cui gli affari vanno più a rilento. Però tutto sommato non mi lamento, ho merce di qualità, per cui ricevo prenotazioni da tutto il territorio.

Pensi che il primo cliente dopo il lockdown è stato Andrea Bocelli. Lui acquista spesso prodotti per l’equitazione. Mi telefonò e mi disse: a che ora apri domani mattina? E venne.

Chi ha un’attività avviata può pensare di deviare anche su prodotti per cui c’è tanta richiesta, ma la linea del negozio deve rimane quella di sempre. Poi, certo, bisogna sempre valutare che cosa il cliente preferisce, per esempio ora la tendenza è quella di acquistare capi meno costosi. Noi, da parte nostra, cerchiamo di comprare il giusto quantitativo di merce per poi rivenderla senza eccedenze.

I distributori mi dicono spesso che tanti negozi rimandano indietro parecchi capi invenduti, dopo averli messi a saldo. Per la mia tipologia di merce i saldi non sono adatti.

Ho un settore in cui la merce è sempre scontata: tutto l’anno e non solo in determinati periodi. I clienti sembrano apprezzare una simile organizzazione. E da un po’di tempo a questa parte ho notato una tendenza: il 90 per cento delle persone acquista tramite carta di credito, anche se si tratta di cifre modeste.

Il contante sta sparendo. E sinceramente non mi sembra un fatto negativo. Prima di tutto perché evito di tenere contanti in cassa e poi perché con la carta il cliente tende a spendere di più. I contanti si vedono, i soldi pagati tramite carta no. Anche per questo credo che ai clienti possa piacere l’idea della lotteria degli scontrini. Per loro in fondo si tratta solo di conservare un pezzo di carta per poi tentare la fortuna: alle persone piace giocare.

Quindi sì, penso proprio che aderirò. Con un piccolo intervento sulla cassa, a bassa spesa e senza vincoli, posso aggiungere un servizio. Poi, una volta installato, lo strumento resta lì, non credo vada cambiato ogni mese. Questa iniziativa della lotteria è nuova e come tale bisognerà capire che effetti avrà sulle vendite.

Dovremo cioè vedere se noi commercianti riusciremo in qualche modo a beneficiarne. Ma al giorno d’oggi per andare avanti bisogne essere disponibili ad accogliere le novità. Noi lo siamo. Perciò proviamoci. Aderiremo senz’altro alla lotteria degli scontrini. 

Il dibattito: Susi Giglioli (Tabacchi Sette, Castelfiorentino)
Non ci sto, troppi costi e ricatto morale

Prima di tutto il mio è un grido di protesta come commerciante. È chiaro infatti che con la lotteria degli scontrini si è toccato il fondo dell’inadeguatezza che il governo Conte ha dimostrato per la categoria dei commercianti. Io gestisco una tabaccheria a Castelfiorentino. Si trova in viale Duca d’Aosta al numero civico 10. Devo dire che tutti i giorni ho a che fare con le richieste relative alla lotteria degli scontrini, ritengo però che le operazioni che questa lotteria comporta mettano fortemente in discussione la correttezza e l’onestà del mio lavoro di esercente pubblico. Così ho deciso di boicottarla. Nella mia tabaccheria io non accetto la lotteria degli scontrini.

E si badi bene. Il ruolo politico che svolgo come consigliera comunale della Lega viene dopo. Ecco qui alcune mie considerazioni sul tema. Intanto non mi pare dignitoso, anzi, mi risulta decisamente ridicolo, chiedere a una categoria economicamente penalizzata, vessata e disorientata da chiusure improvvise dettate da sfumature di colore come la nostra, di partecipare a un "giochino" che avrebbe lo scopo di combattere l’evasione fiscale, ma che comporta in realtà adeguamenti impliciti e scorretti all’esercente.

L’operazione della lotteria degli scontrini carica me e gli altri colleghi commercianti di un impegno di cui potremmo fare a meno per varie ragioni. Prima ragione. Ci sono persone che potrebbero entrare in qualsiasi negozio per partecipare alla lotteria e in caso di risposta negativa, potrebbero andare in un altro. Questo crea una concorrenza sleale tra negozianti e non va bene nei confronti di esercenti pubblici che cercano di andare avanti in tempi di pandemia.

Secondo. La lotteria degli scontrini mi obbliga a portare a termine la procedura per ogni singolo acquisto e la procedura potrebbe non andare a buon fine sottraendo tempo all’attività lavorativo.

Terzo. Io mi devo sobbarcare la problematica degli adeguamenti telematici, visto che per agevolare le operazioni della lotteria, potrei essere costretta anche ad installare un lettore pagandolo con i miei guadagni.

Quarto punto che mi sembra poi quello più vergognoso. Tutto ciò avviene sull’iniquo ricatto morale indiretto secondo cui chi non partecipa alla lotteria degli scontrini agevolerebbe l’evasione fiscale. Purtroppo però questa affermazione è totalmente fuorviante. L’emissione dello scontrino è, infatti, indipendente dalla partecipazione alla lotteria. Detto in altri termini: io posso partecipare alla lotteria degli scontrini ma posso anche non fare lo scontrino, dunque dove sarebbe la lotta all’evasione fiscale? Non è finita qui. Vorrei porre all’attenzione dei lettori anche un altro aspetto che non mi pare affatto marginale. La riuscita dell’operazione collegata alla lotteria degli scontrini fa sfoggio di vari montepremi che la clientela potrebbe vincere. In questo modo però la clientela diviene il principale controllore dell’acquisto e si configura quasi una "ricompensa" per la riuscita del provvedimento. Ma questa, a mio avviso, è una dinamica totalmente sbagliata perché potrebbe creare divisioni sociali sopratutto in questo momento che considero di uno squallore inaccettabile.

Io credo nella categoria commerciale come a una ricchezza sociale, culturale e identitaria gravemente discriminata nelle aperture rispetto ai supermercati dove gli assembramenti sembrano essere meno contagiosi.

Una categoria che è obbligata all’installazione del registratore di cassa elettronico affinché niente possa essere sottratto al controllo fiscale. E allora credo sia necessario dire basta con estrema chiarezza a tutti questi giochini perché siamo una categoria che lavora seriamente e non "yes man" vittime di una politica senza contenuti. Su questi argomenti come Lega ci confronteremo a breve anche con le associazioni di categoria perché si torni a parlare di aiuti concreti e non solo di obblighi inutili. --

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