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Toscana

firenze: la violenza su due studentesse americane 

Stupro, pena confermata all’ex carabiniere

Matteo Leoni
Stupro, pena confermata all’ex carabiniere

In appello 4 anni e 6 mesi a Marco Camuffo. L’altro ex militare, Pietro Costa, ha avuto 5 anni e mezzo, in primo grado

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Matteo Leoni

FIRENZE. È finito con una sostanziale conferma della pena il processo di appello all’ex carabiniere Marco Camuffo, uno dei due militari – l’altro è Pietro Costa –, accusati di aver violentato due studentesse Usa nella notte tra il 6 e il 7 settembre a Firenze, dopo averle incontrare durante un controllo alla discoteca Flò di piazzale Michelangelo. Camuffo è stato condannato a 4 anni e 6 mesi. In primo grado, con processo celebrato con rito abbreviato, era stato condannato a 4 anni e 8 mesi. La diminuzione della pena, per quanto contenuta, è dovuta al non riconoscimento da parte dei giudici dell’aggravante della violazione dei doveri d’ufficio, che pure era presente tra le accuse mosse nell’imputazione. In attesa delle motivazioni della sentenza, che saranno rese note entro 60 giorni, è ragionevole ipotizzare che i giudici abbiano deciso di escludere l’aggravante perché l’ex carabiniere è già stato condannato per lo stesso reato dal tribunale militare. Il 6 novembre del 2018 infatti ll gip del tribunale militare di Roma ha condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa) per il reato di violata consegna sia Camuffo che Pietro Costa, il carabiniere suo compagno di pattuglia anche lui coinvolto nell’episodio di violenza. «Siamo soddisfatti – ha commentato l’avvocato Francesca D’Alessandro, legale dei familiari della giovane statunitense. La ragazza, racconta l’avvocato: non riesce a voltare pagina, perché è rimasta traumatizzata da questa esperienza» .

«L’unico obiettivo – ha aggiunto – è avere giustizia, a nome della mia assistita ma di tutte le donne». Nessun processo di appello invece è stato ancora fissato per Pietro Costa, condannato in primo grado, con rito ordinario, a 5 anni e mezzo di reclusione. Le indagini sul caso, condotte dai poliziotti della squadra mobile coordinate dal pm Ornella Galeotti, partirono a poche ore dai fatti, dalla denuncia presentata dalle due giovani statunitensi. In poche ore si capì che il quadro probatorio a carico dei carabinieri era molto pesante. Subito fu avviato in procedimento disciplinare. A pochi mesi dal fatto, Costa e Camuffo sono stati entrambi destituiti in via definitiva dall’Arma dei carabinieri nel maggio 2018 al termine di un’indagine disciplinare che aveva portato subito alla loro sospensione e al dimezzamento dello stipendio. Le giovani raccontarono di aver incontrato in una discoteca, al piazzale Michelangelo, i due militari che poi si offrirono di accompagnarle a casa con l’auto di servizio. I video ripresi dalle telecamere cittadine ripresero la gazzella dei militari del nucleo radiomobile ferma nei pressi della casa delle due studentesse. All’arrivo i carabinieri entrarono con loro nel palazzo. Poi, nel vano scale e nell’ascensore, sarebbero avvenuti gli abusi. Nell’interrogatorio davanti al pm Ornella Galeotti i due ex militari hanno affermato che sarebbero state le ragazze a prendere l’iniziativa, e di non essersi accorti, come invece accertato dagli esami eseguiti alcune ore dopo in ospedale, che erano ubriache. Nei mesi scorsi Camuffo, difeso nel processo dall’avvocato Filippo Viggiano, ha cercato di rifarsi una vita fuori dall’Arma. Dopo quattro anni passati a cercare lavoro invano , ha rilevato un bar a Prato, da un proprietario cinese. —

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