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l'inchiesta
Super precari, il racconto di un portuale: «Mi chiamano per fare un turno anche mezz’ora prima di cominciare»
Lucia Aterini
Livorno, la testimonianza di un cinquantenne padre di due figli: «Non veniamo nemmeno chiamati per nome, ma identificati con un numero. E capita di partire anche sul momento perché non si può mai rinunciare»
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LIVORNO. «Non ci sentiamo neppure più uomini. E siamo senza dignità». Pensieri pesanti che arrivano da un livornese, cinquantenne e padre di due figli, che lavora a chiamata, con un contratto che dura solo un turno di sei ore e che è intestato non a una persona fisica ma a un numero. Con mesi in cui lui, il soggetto che corrisponde a una sequenza numerica, non prende neppure un euro. Parla per ...
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