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l'intervento

Se l'avversario diventa bersaglio degli odiatori

Sara Cheli*
Se l'avversario diventa bersaglio degli odiatori

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Oggi è una giornata in salita. Oggi c’è il lavoro, la famiglia, mille impegni e mille preoccupazioni... come tutti. Ho un marito sindaco, molti lo sanno. Questo ha comportato tanti cambiamenti nella nostra vita, familiare e lavorativa. Sapevamo che sarebbe stato più assente, sapevamo che avrebbe comportato sacrificio per tutti. E lo abbiamo accettato. Non sapevo, però, che insieme con questo sarebbero arrivate offese gratuite solo perché Francesco appartiene a un partito diverso da quello che ha governato per tanto tempo questa città, Piombino. Non lo avevo messo in conto perché è lontano dal mio modo di ragionare e pensare e vivere: se la pensi diversamente da me io ti rispetto.

Dovrebbe essere così. Invece ci sono alcuni che si dilettano ogni giorno a offendere, per ogni singola cosa e ovviamente tutto ciò viene scritto su Facebook, perché evidentemente l’unico modo per farsi sentire è quello. Quindi ogni giorno leggo che siamo fascisti, che veneriamo Mussolini, e vedo epigrafato mio marito, Francesco, sindaco e babbo di due bimbe di 5 e 7 anni, con l’epiteto LVI, con i caratteri in voga durante il ventennio.

Ogni santo giorno un gruppo di persone si diverte così. Peccato che loro si divertono, e io come una scema ci piango. Come una scema. E stamane è una di quelle mattine che mi ferisce enormemente. Mi arriva dritto e mi abbatte. Perché per me è un’offesa inconcepibile, è gratuita, è meschina, è cattiva. Percepisco la cattiveria, l’odio da quelle parole. Penso alle mie bimbe che se un giorno leggeranno mai quelle scritte dovrò spiegargli cosa? Che ci sono persone che... È politica questa? È libertà di espressione? Ditemelo perché francamente oggi arranco, oggi sono stanca, triste e ci piango.

E meno male sono tutte a scuola e non vedono me per l’ennesima volta buttata a terra da persone che non ho mai conosciuto. Perché lo fate? Volete provocare dolore? Ci riuscite. Volete far tornare un Pd ad amministrare il Comune?

Non so se sia il modo giusto. Fate solo male. Tutti i morti, tutte le atrocità derivate dal fascismo le profanate a vanvera ogni volta. Solo per odio verso chi non è come voi? Quale è il vostro fine? Sono stanca, triste e avvilita. Oggi ce l’avete fatta. E io non riuscirò mai a colpirvi con la vostra stessa cattiveria, perché non lo vorrò mai fare. Buona giornata a tutti. --

*avvocata, moglie del sindaco di Piombino, Francesco Ferrari

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