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Rider morto per pochi spiccioli: una tragedia con mandanti morali

Stefano Tamburini
Il punto dove è morto il rider di 47 anni a Montecatini (foto Nucci)
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Il punto dove è morto il rider di 47 anni a Montecatini (foto Nucci)

L'editoriale. In un Paese normale chi architetta tutto questo dovrebbe essere dichiarato fuorilegge e come tale trattato

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Dobbiamo smetterla di considerarle fatalità. Certe morti hanno precisi mandanti morali, sono omicidi nel nome del profitto senza rispetto dell’uomo. I mandanti morali sono gli stessi che non accettano regole e vogliono sfruttare la disperazione per creare un mercato del lavoro che di fatto è la riproposizione della schiavitù sotto altre forme. Certe morti hanno anche complicità politiche fra quelli che partoriscono sedicenti riforme del lavoro che abbassano oltre il lecito le soglie di garanzia per le maestranze. E hanno anche complicità fra quelli che si eccitano di fronte al nuovo purché sia, che non si chiedono cosa si nasconda dietro la scorciatoia di una app.

E c’è anche il consueto fondo di indifferenza, un po’ ci siamo tutti noi che ordiniamo cibo nei ristoranti e nei fast food e non ci chiediamo mai chi siano quelle donne e quegli uomini che bussano sorridenti alle porte delle nostre case con quei pacchetti di cibo ancora caldo. È una vergogna a più facce. La morte di questo padre di famiglia di Montecatini è un gigantesco schiaffo all’indifferenza. Proprio ieri, nell’editoriale domenicale, mi sono soffermato su questi temi, sui nuovi poveri e sulla politica in perenne ritardo, che non anticipa, che non previene.

Quest’uomo è morto per rincorrere una commessa in più prima della scadenza delle 22, termine ultimo per la consegna di cibo nelle case. Una scorciatoia da disperato, per tentare di superare la soglia di quei 15 euro giornalieri che di solito si possono racimolare per quelle tre ore e mezzo di frenetica maratona per la conquista di un panino o di un piatto di pasta da portare nelle case.

Una follia totale: registrarsi su una app che ti abbaglia con due slogan farlocchi: "Scegli tu quando lavorare", "Realizza i tuoi obiettivi di guadagno". Ma quale scelta, ma quali obiettivi di guadagno? Ti registri e devi aspettare, appostato in prossimità di un fornitore, che ti arrivi il segnale di una commessa. Devi esser bravo a premere prima di un altro disperato che magari è pochi metri più in là e ti guarda in cagnesco, perché quei pochi spiccioli sono oro colato anche per lui. Poi corri per fare prima possibile ed essere pronto per un’altra "missione". Consumi benzina, pneumatici, rischi le multe per eccesso di velocità e se va bene di quei 15 euro te ne restano netti meno di dieci. Se lavori tutti i giorni arrivano 300 euro al mese che servono solo ad allungare l’agonia, a rimediare un piatto di pasta e poco più e per le bollette poi si vedrà.

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Non è cosa solo per studenti fuori sede che con quei soldi cercano di pagarsi un po’ di spese. Qui ci sono donne e uomini fra 40 e 50 anni, talvolta anche 60enni che non sanno come arrivare al traguardo della pensione e si umiliano ad accettare questi compensi vergognosi perché dietro a loro ci sono tanti altri disperati pronti a prenderne il posto.

L’ho già scritto ieri e lo ribadisco. In un Paese normale chi architetta tutto questo dovrebbe essere dichiarato fuorilegge e come tale trattato. Invece quella che di fatto è schiavitù rischia di creare assuefazione, anche nella percezione diffusa. In nome e per conto di quella "ricerca di modernità" che la politica succube dei potentati economici e finanziari sta portando avanti con fin troppa remissività. Insieme con un atteggiamento di attacco ai diritti di chi un lavoro "normale" ancora ce l’ha, presentandolo come "nemico" di chi sta peggio. La solita guerra fra ultimi che porta a ritenere una fatalità la morte di un uomo che attraversa la strada di notte per guadagnare qualche monetina.

Quell’uomo è stato ucciso da questo stato di cose. Sotto processo forse ci finirà il conducente dell’auto che lo ha investito. Sul banco degli imputati dovrebbero invece esserci tutti quelli che hanno permesso l’avvio di questo Festival dell’umiliazione.

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