Il Tirreno

Toscana

Siena

Ecco l'apparecchio che fa passare il mal di schiena: a Siena un intervento senza precedenti

Cristiano Pellegrini
Francesco Cacciola, coordinatore del team che ha impiantato il pacemaker
◗
Francesco Cacciola, coordinatore del team che ha impiantato il pacemaker

All'ospedale delle Scotte il primo intervento del genere in Italia effettuato dall'Unità operativa che salvò Zanardi. Il dottor Francesco Cacciola spiega la tecnica

4 MINUTI DI LETTURA





Una piastrina in silicone con sedici contatti elettrici, collegata a una batteria ricaricabile: è in grado di far passare il dolore da mal di schiena cronico, laddove anche le cure farmacologiche ormai hanno alzato bandiera bianca. È apparentemente molto semplice il funzionamento dell’innovativo pacemaker per il mal di schiena impiantato per la prima volta in Italia su un paziente di 70 anni con un intervento neurochirurgico realizzato all’ospedale Le Scotte di Siena. Proprio così. Esiste un marchingegno che, impiantato nel corpo umano, fa passare il mal di schiena costante. Quello di cui soffrono non solo gli anziani. Roba da far saltare dalla gioia su una sedia.

La tecnica (che promette una piccola rivoluzione nella cura di una patologia assai diffusa) è basata su un nuovo algoritmo dietro il quale ci sono oltre dieci anni di studi, anche genetici negli Stati Uniti, dove circa l’80% dei pazienti ha avuto un netto miglioramento della condizione clinica. L’intervento, poco invasivo, è stato effettuato dalla Unità operativa complessa di Neurochirurgia diretta dal dottor Giuseppe Oliveri, lo stesso che ha salvato la vita al campione paralimpico Alex Zanardi dopo il terribile incidente stradale con la sua handbike avvenuto proprio alcuni mesi fa in Toscana: il campionissimo, infatti, andò a schiantarsi con la sua speciale bicicletta da competizione contro un camion. E il professor Olivieri lo operò alle Scotte. Ora lo stesso chirurgo è entrato in sala operatoria con il team coordinato dal dottor Francesco Cacciola per sperimentare anche in Italia, per la prima volta, questa tecnica già utilizzata con successo negli Stati Uniti.

«La piastrina – spiega il dottore – viene impiantata nel canale spinale dorsale ed è così in grado di andare a stimolare il midollo. Tutto questo grazie ad una batteria ricaricabile nel tempo a domicilio, impiantata sotto la cute, come nei pacemaker cardiaci. La differenza, tuttavia, è che mentre il pacemaker va a stimolare elettricamente il cuore, il neuro-stimolatore va a stimolare delle strutture nervose, al livello cerebrale o spinale».

Studi recenti dicono che il mal di schiena cronico rappresenta una delle cause principali di invalidità e di perdita di produttività al mondo, anche legata al progressivo aumento dell’età della popolazione. Il mal di schiena è molto frequente e si stima solitamente che 8 persone su 10 avranno almeno un forte episodio di mal di schiena nella vita che richiede cure, come fisioterapia e farmaci. Sono sempre più i pazienti con lombalgia che non rispondo più a fisioterapia o farmacoterapia. Nei paesi industrializzati il mal di schiena è una patologia molto frequente nella popolazione adulta, ma anche giovane; infatti, la sua incidenza annuale è massima fra i 30 e 50 anni. Più del 70-90% delle persone avrà almeno un episodio di mal di schiena durante la vita. Ogni anno, il 15-45% degli adulti soffre di dolore lombare e una persona su venti si presenta con un nuovo episodio. Insieme al raffreddore comune, il mal di schiena è la ragione più comune di visita al medico di base. I dolori alla schiena inoltre costituiscono una delle principali cause di assenza dal lavoro e di richieste di visite mediche e indagini diagnostiche. Le spese indirette, quali le indennità per malattia e le ore perse dal lavoro, potrebbero aumentare significativamente il costo globale.

Secondo i dati della Relazione sullo stato sanitario del Paese del Ministero della Sanità, in Italia, colpisce durante la vita circa l’80% della popolazione. Da Siena è arrivata una risposta innovativa. «Questa procedura si chiama neuro-modulazione – specifica ancora il dottor Cacciola – Si tratta di una procedura che non è di per sé nuova e viene praticata già da anni nella nostra unità operativa per il morbo di Parkinson ed i tremori (si parla di neuro-modulazione cerebrale) così come per alcune forme di dolore cronico come post-operatori e agli arti neuropatici. La novità della procedura consiste nel fatto che la neuro-modulazione spinale può ora essere usata anche per la lombalgia – conclude Cacciola – grazie allo sviluppo di una nuova generazione di neuro-stimolatori e di nuovi algoritmi di programmazione». Questa tecnica che potrebbe tornare utile anche per la cura delle cefalee croniche (il mal di testa).

Il paziente, dopo l’intervento a Siena, è già stato dimesso con un ottimo decorso postoperatorio e il team medico che lo ha seguito sta per concludere la fase di programmazione per impostare i parametri ideali. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa