Il Tirreno

Toscana

l'appello

La pandemia occasione per crescere

Alessio Landolfi*
La pandemia occasione per crescere

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La pandemia ci ha portato via quanto di più caro possiamo avere: la comunità. La costrizione domestica, l’isolamento, la distanza ci hanno fatto capire che quello che spesso, forse sempre, diamo per scontato, scontato non lo è affatto. I nostri occhi si sono riaperti per vedere quanto, paradossalmente, possa mancare l’aria quando non abbiamo nessuno intorno e i punti di riferimento vengono meno.

L’ultimo anno ci ha dimostrato quanto stare fisicamente in un istituto sia importante, quanto risultino fondamentali il contatto con i coetanei, lo scambio di idee, le risate nella pausa, i litigi fra compagni. Ci mancano gli spintoni per prendere l’ultima merenda, ci mancano le passeggiate nei corridoi, ci mancano le assemblee e ci mancano i banchi, proprio loro, che tutti abbiamo detestato almeno una volta, adesso ritornano come ricordi felici di un contatto quotidiano con la realtà che ora sembra sempre più confusa. Seguire le lezioni da uno schermo, lo sappiamo, non è la stessa cosa. Ma i problemi non si limitano al mattino: l’assenza di socialità, di una "valvola di sfogo" raddoppia lo stress, la pressione. Il "Ma tanto siete a casa..." si aggiunge ai molti stereotipi che ci siamo abituati a sentire sulla nostra generazione.

Ma la voglia di uscirne e la speranza spingono a un appello: non sprechiamo questo tempo. Facciamo in modo di uscire da questo momento storico, ma di uscirne migliori a livello personale, sociale, ma anche sul piano pratico. Le nostre scuole versano in condizioni precarie da molto tempo: sia questo un momento di azione, un’opportunità di lavoro per le imprese edili, un’occasione di ripresa per tutti noi! Perché se non si punta sull’istruzione, sulla formazione dei cittadini, non si può sperare in un futuro migliore. Il domani lo creiamo oggi, rendiamolo sereno.

Ai ragazzi e alle ragazze dico: facciamoci sentire, lottiamo per i nostri diritti, scriviamo, urliamo, scendiamo in piazza, proponiamo.

Per le istituzioni spero, invece, in un cambio di marcia radicale e chiedo: ascoltateci, ci siamo, abbiamo idee, forza, abbiamo voglia di dare una mano, voglia di cambiare quello che non va. Lavoriamo insieme, usciamone insieme, consapevoli che molte cose non vanno e, assieme, possiamo risolverle. Non siamo soltanto la generazione dei social, siamo molto di più: siamo il presente del nostro mondo e puntiamo a fare meglio di chi, prima di noi, non ha voluto esserlo, aspettando che qualcuno si muovesse al suo posto; noi non siamo questo. Non so se siamo il cambiamento, ma siamo, sicuramente, il mezzo migliore per arrivarci.

Infine mi rivolgo ai professori, che questa distanza l’hanno sofferta come noi: non lasciate che sia stato inutile. Quindi a tutti chiedo: superiamo ostacoli e limiti. Rendiamo la scuola innovativa, sicura e accogliente e così miglioriamo l’Italia. Rendiamola la vera priorità. Finalmente.

* vicepres. consulta prov. studenti Pistoia

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