Il Tirreno

Toscana

la lettera 

Noi del Moby, uniti a voi nella ricerca di giustizia

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LIVORNO. Il dolore e la ricerca della verità uniscono. Loris Rispoli, presidente dell’Associazione che riunisce i familiari delle 140 vittime del Moby Prince, esprime solidarietà ai familiari delle vittime della strage di Viareggio. «Sono amare le parole pronunciate da Marco Piagentini, Daniela Rombi e dagli altri – scrive Rispoli – esprimono il dolore di chi si vede scippato del diritto a ottenere Giustizia, è inaccettabile che con un colpo di spugna della Cassazione si cancellino anni di lavoro della Magistratura, ma questo è il risultato che troppe volte abbiamo subito».

«I cittadini di Viareggio sapevano che non sarebbe stato facile – continua – avevano assimilato, divorato le altrui esperienze precedenti e ne avevano fatto tesoro. Ricordo la prima sentenza per noi vedere condannati i responsabili era una vittoria, per loro no, condanne più pesanti avrebbero forse messo fine al dolore, chiuso quelle ferite che in tutti noi continuano a sanguinare, ma era una sentenza equilibrata, forte da essere replicata in Appello, e allora acquisti fiducia, diventi esempio per gli altri da imitare, sei ricordato da tutti con "almeno Viareggio ha avuto Giustizia" e tutti noi, tutte le Associazioni ci siamo sentiti più forti, ci siamo persino sentiti di vivere in un Paese dove chi sbaglia paga. Ma non è stato così , la Cassazione ha cambiato le carte in tavola, ha cassato i reati per annullare le condanne, ci siamo sentiti tutti pervasi dal dolore-rabbia di chi si vede togliere un diritto». La conlsuione di Rispoli è quasi un abbraccio: «Marco, Daniela, Claudio, Riccardo e tutti gli altri sapete che noi siamo qui, vigili e pronti per scrivere un capitolo di una storia che non può finire così...».

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