Il Tirreno

Toscana

La strage di Viareggio
I FAMILIARI

L'associazione delle vittime della strage di Viareggio: "La nostra battaglia non si ferma"

Uno degli striscioni apparsi in città
◗
Uno degli striscioni apparsi in città

Il presidente Marco Piagentini: "La Cassazione ha cancellato un reato e degli anni di condanna, ma ha comunque accertato che queste persone sono colpevoli"

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. La nostra battaglia non si ferma. Lo dice chiaramente l'Associazione vittime della strage di Viareggio. "Ieri è stata una giornata triste e buia per la giustizia di questo paese. La Cassazione, confermando le due precedenti sentenze, avrebbe avuto l'opportunità di salvare la vita a migliaia di persone - lavoratori, invece questo dispositivo è in forte dissonanza con quella che è la realtà del Paese. Dalla lettura del dispositivo amaramente si sono salvate le società per azioni, in modo tale che il sistema attuale continui". È il comunicato delle famiglie delle vittime.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.39752393:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/locale/commento-sentenza-viareggio/144088/145763]]

"Per ottenere ciò - aggiungono - è bastato cancellare l'aggravante dell'incidente sul lavoro (sconfessando i due gradi di giudizio precedenti) e facendo cadere tutto l'impianto accusatorio sulle società. Abbiamo capito molto bene che: gli amministratori delegati passano ma le società rimangono". "L'istituto giuridico della prescrizione, come da noi più volte denunciato, ha fatto il resto, cancellando molti reati tra cui anche l'omicidio colposo plurimo", sottolineano, "da ieri abbiamo maggiormente capito (se ce ne era bisogno) quanto lavoro c'è ancora da fare in questo paese genuflesso ai potenti".

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.39751514:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2021/01/09/news/colpevoli-non-punibili-l-ultimo-affronto-al-lutto-1.39751514]]

"La Cassazione - ha detto in conferenza stampa Marco Piagentini - ha cancellato un reato e degli anni di condanna, ma ha comunque accertato che queste persone sono colpevoli. Questo è certo. Poi la prescrizione cancella degli anni di galera, ma a noi non interessa. Noi volevamo che le responsabilità fossero accertate. E questo è avvenuto". Piagentini, riferimento dell'associazione dei familiari delle vitime "Il mondo che vorrei", nella strage perse la moglie e due figli. E rimase a sua volta gravemente ustionato. Un terzo figlio scampò alla tragedia.

 
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.39752318:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39752318:1652948938/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
 
"Mio figlio - ha detto Piagentini - aveva già capito tutto: mi aveva detto che in questo Paese chi sbaglia non paga per gli errori. Gli ho anche detto è vero, però è anche vero che quando si riconosce una colpa non possiamo chiaramente mettere noi le persone in galera, non sarebbe neanche giusto". "Inoltre - ha aggiunto - gli ho anche detto che prima di tutto viene la responsabilità morale, poi quella civile e poi quella della legge. Qua noi cercavamo giustizia e abbiamo trovato la legge".
 
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.39751507:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2021/01/09/news/l-inferno-non-e-finito-quella-notte-1.39751507]]
 
Vari striscioni di protesta sono stati esposti stamani in vari punti della città, dopo l'esito della sentenza. Uno comparso all'esterno dello stadio dei Pini si legge "Colpevoli di strage in prescrizione. Vergogna". Al Parco degli Angeli, realizzato in ricordo delle 32 vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009,  vicino a via Ponchielli ce n'è un altro con scritto "Moretti all'inferno", mentre in un altro a Largo Risorgimento si legge "Giustizia vera, Moretti in Siberia".

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore