Toscana
L'associazione delle vittime della strage di Viareggio: "La nostra battaglia non si ferma"
Il presidente Marco Piagentini: "La Cassazione ha cancellato un reato e degli anni di condanna, ma ha comunque accertato che queste persone sono colpevoli"
VIAREGGIO. La nostra battaglia non si ferma. Lo dice chiaramente l'Associazione vittime della strage di Viareggio. "Ieri è stata una giornata triste e buia per la giustizia di questo paese. La Cassazione, confermando le due precedenti sentenze, avrebbe avuto l'opportunità di salvare la vita a migliaia di persone - lavoratori, invece questo dispositivo è in forte dissonanza con quella che è la realtà del Paese. Dalla lettura del dispositivo amaramente si sono salvate le società per azioni, in modo tale che il sistema attuale continui". È il comunicato delle famiglie delle vittime.
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"Per ottenere ciò - aggiungono - è bastato cancellare l'aggravante dell'incidente sul lavoro (sconfessando i due gradi di giudizio precedenti) e facendo cadere tutto l'impianto accusatorio sulle società. Abbiamo capito molto bene che: gli amministratori delegati passano ma le società rimangono". "L'istituto giuridico della prescrizione, come da noi più volte denunciato, ha fatto il resto, cancellando molti reati tra cui anche l'omicidio colposo plurimo", sottolineano, "da ieri abbiamo maggiormente capito (se ce ne era bisogno) quanto lavoro c'è ancora da fare in questo paese genuflesso ai potenti".
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"La Cassazione - ha detto in conferenza stampa Marco Piagentini - ha cancellato un reato e degli anni di condanna, ma ha comunque accertato che queste persone sono colpevoli. Questo è certo. Poi la prescrizione cancella degli anni di galera, ma a noi non interessa. Noi volevamo che le responsabilità fossero accertate. E questo è avvenuto". Piagentini, riferimento dell'associazione dei familiari delle vitime "Il mondo che vorrei", nella strage perse la moglie e due figli. E rimase a sua volta gravemente ustionato. Un terzo figlio scampò alla tragedia.
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