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Dj Cioni ci ricorda il tempo della felicità

Cristiano Meoni
Dj Cioni ci ricorda il tempo della felicità

Ecco perché il dj ha segnato una generazione mixando le tracce e inventando parole nuove entrate nel vocabolario toscano. La sua scomparsa ci ricorda che la pandemia sta rubando la "gioia" ai giovani di oggi

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Riccardo, stavolta il "Golden Memory" ce l’ho io, umile fan fin dai tempi in cui la tua voce gracchiava dal mio radioregistratore Sanyo, puntualmente alle sei e mezza del pomeriggio, lanciata dalla galattica sigla del Dj Full Time. Ed è un disco che, spero, ti piacerà, se avrai modo di ascoltarlo lassù. Parla del perché un giornale dedica tre pagine del suo sfoglio generale, più altre nelle cronache, alla morte di un dj. Non uno statista, né un attorone. Un disc jockey bravo a mixare le tracce, a scegliere i dischi giusti, a coniare termini che sono entrati nella leggenda di questo Grande Toscano che dalla consolle ha affratellato pisani e livornesi, pratesi e pistoiesi nel segno della musica. Sai quanti non sapevano, Riccardo, che tu eri di Livorno ma semplicemente "il Cioni", con accento vagamente costiero? Perciò ti meriteresti un Pegaso dalla memoria.

Ricordava proprio ieri mattina Walter Veltroni sul Corriere che questa pandemia bastarda sta rubando il tempo migliore ai ragazzi di oggi. Rinchiusi nelle loro camere, con il cellulare che è rimasto l’unica finestra sul mondo, privati delle piccole gioie che si apprezzano solo quando vengono a mancare: un bacio sulla spalletta dei fossi, uno scherzo alla prof, le "vasche" in centro il sabato pomeriggio, le rodomontate e i cazzotti, duri, con le nocche che si spaccano al punchball del luna park, le luce stroboscopiche che flashano nella discoteca gravida di fumo.

Ebbene, Riccardo Cioni è stato quello che oggi il virus ha sospeso. La felicità degli anni migliori, grezza, primordiale, che a ripensarci viene da sorridere e contrasta tanto con i pensieri di oggi. La gioia del tempo in cui non ci chiedevamo mai cosa sarebbe successo poi, perché davanti c’era la vita, che era una funzione matematica lineare, poteva solo migliorare e progredire.

La mixata del Cioni, che riusciva a far incrociare le rette parallele, gli Immagination con Johnny Wakelin, per molti di noi è stata l’equivalente della "mano di Dios" di Diego Armando Maradona a Città del Messico, dei gol mundial di Paolo Rossi in Spagna. Un Negroni da semidigiuni mentre lui, il Cioni, sparava "In Zaire". Un link che ci ha ricollegato ai momenti in cui ci siamo divertiti, voce di un verbo quasi dimenticato: di-ver-ti-rsi. Ti ricordi quella volta che...? Ed ecco riemergere situazioni, volti, affetti che non ci sono più, e una lacrima scende.

Ma è un lutto anomalo quello che proviamo da ieri mattina, quando si è diffusa la notizia della tua morte, Riccardo, cliccata - sappilo - da centinaia di migliaia di persone. Perché allo stesso tempo intristisce e risveglia, ci fa imprecare per questa sequela di disgrazie che non finisce più e però un minuto dopo ci porta a riascoltare le famose "cassettine" o la sigla più bella della storia della radio locale.

Quando sentivi pronunciare "Deeeeeeeeeeejay", balzavi in sella al motorino e andavi incontro al mondo.

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