Sicurezza
Marsden e l’inno reso immortale da Anfield Road
Dicono che ad Anfield Road, da tanti ritenuto lo stadio più scenografico del pianeta, la partita la perdi ancora prima di entrare in campo. Perchè l’ultima cosa che vedi prima di sbucare sul prato è la scritta “This is Anfield”, tanto per non dimenticarselo mai. Il ruggito dei cinquantamila è roba che ti entra nelle viscere, e fior di squadre hanno pagato questo miedo escenico, per dirla con gli spagnoli. Ma non basta. Quello che ti prende alla gola è quel canto, quel “You’ll never Walk alone” che uno stadio intero intona come un sol uomo: anziani, adulti, bambini, perfettamente intonati e commossi dietro il muro di sciarpe e bandiere. Chissà quante volte Gerry Marsden, leader dei Gerry & The Pacemakers, morto l’altro ieri all’età di 78 anni, si sarà commosso sentendo il suo brano far tremare Anfield. Un pezzo che rispolverò nel 1963, con una fortunata intuizione, portandolo al successo.
Walk on, walk on, With hope in your heart, And you'll never walk alone, You'll never walk alone. Cammina, cammina con la speranza nel cuore, e non camminerai mai solo. Chi avrebbe immaginato che questo testo, queste note si sarebbero tramandate di padre in figlio, diventando un certificato di passione red: se non le conosci, queste strofe, evita di entrare ad Anfield, e soprattutto nella curva del Kop, tana dei fans più calienti. Originariamente, “You’ll never walk alone” era stata scritta nel 1945 come canzone di scena dagli autori statunitensi Rodgers e Hammerstein per il musical “Carousel”, e nel corso degli anni è stata interpretata da tanti big tra cui Frank Sinatra, Roy Hamilton, Billy Eckstine, Doris Day, Patti LaBelle, Elvis Presley e, in Europa, Gerry and the Pacemakers, che negli anni Sessanta dominava la scena cittadina fino all’arrivo, improvviso e dirompente, di quattro ragazzi di nome Lennon, McCartney, Harrison e Starr. Curiosamente, il manager dei Beatles era lo stesso dei Gerry Marsden e della sua band e a Liverpool in quegli anni fece affari d’oro. Dalle vendite (notevoli) dei vinili ad Anfield il passo fu veloce: negli anni Sessanta infatti le curve d’Inghilterra, ancora lontane dagli eccessi e dagli Hooligans, erano dei meravigliosi e colorati collettivi che, insieme a qualche concessione (eufemismo) alle droghe leggere, “adottavano” come proprio inno una hit del momento, la rielaboravano e la rendevano unica: a Liverpool scelsero proprio il pezzo di Gerry. La “scoperta”, e il conseguente annuncio al mondo, arrivò nel 1964, quando un solerte operatore della BBC riprese i tifosi del Liverpool che dagli spalti della Kop cantavano in coro il brano di Gerry ad the Pacemakers, rendendolo unico, per sempre. Un anno più tardi, nel corso della finale di Coppa d'Inghilterra contro il Leeds a Wembley, i tifosi del Liverpool intonarono la canzone, come a sottolineare ai loro giocatori che «non avrebbero mai camminato da soli» e il celebre commentatore televisivo Kenneth Wolstenholme (che nel 1966 fu il telecronista per la BBC della finale di Coppa del Mondo Inghilterra - Germania Ovest) elogiò l'uso di tale canzone come «biglietto da visita del Liverpool» .Il pezzo era ormai parte della leggenda del football, e non solo di oltremanica. L'ex calciatore del Liverpool Tommy Smith, nel suo libro dal titolo Anfield Iron, edito nel 2008, racconta che nell'estate del 1963 Gerry Marsden introdusse al pubblico il tecnico della squadra Bill Shankly al suono del brano, all'epoca in fase di pre-pubblicazione: «Shanks era sorpreso di quel che aveva udito… I giornalisti sportivi locali erano al nostro seguito e, affamati di notizie fuori dall'ambito tecnico, riportarono l'accaduto alle loro redazioni, con l'effetto che tutti credettero che tale nuovo brano fosse l'inno ufficiale del Liverpool».
Un inno consegnato all’immortalità, come il suo creatore non avrebbe mai pensato. Marsden fu una sorta di “competitor” dei Beatles, ma ben presto capì che non poteva opporsi alla loro ascesa. A volte aveva condiviso il palco con loro al mitico Cavern Club, tanto che “How Do You Do It”, venne addirittura ceduto alla band di John e Paul su richiesta di George Martin, il produttore.
Nel 1967 i Gerry and the Pacemakers si sciolsero, e Mardsen continuò a realizzare musica da solo per poi dedicarsi alla tv, diventando un personaggio molto popolare in Gran Bretagna. Ora Gerry è passato dall’altra parte, sapendo che quel suo brano, ripescato per scommessa, sarà consegnato all’eternità del football. —
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