Il Tirreno

Toscana

LA LETTERA

La crisi e la riduzione dei salari: ecco con quanto vivono gli operai in cassa Covid

Mirko Lami*
La crisi e la riduzione dei salari: ecco con quanto vivono gli operai in cassa Covid

Il Covid ha reso il 2020 un anno terribile, sia sotto l’aspetto della salute sia sotto l’aspetto del lavoro, andando a incidere fortemente nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori, rendendo un Natale povero economicamente e psicologicamente

3 MINUTI DI LETTURA





Il Covid ha reso il 2020 un anno terribile, sia sotto l’aspetto della salute sia sotto l’aspetto del lavoro, andando a incidere fortemente nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori, rendendo un Natale povero economicamente e psicologicamente.

In Toscana, abbiamo una situazione che riguarda le crisi pre-covid con circa 35 aziende che sono passate dall’unità di crisi regionale, ovviamente molte di loro si sono agganciate all’utilizzo di ammortizzatori sociali legate al covid e quindi, per i periodi di cassa integrazione, concessi per la pandemia, hanno fermato il loro contatore riguardo alla cassa integrazione ordinaria. Siamo partiti alla fine di febbraio con le richieste di cassa integrazione in deroga, elargita dalla Regione e nello stesso tempo, con la cassa integrazione Fsba per il settore artigianato. Per il settore artigianato, attraverso l’Ebret, Ente bilaterale regionale toscano, il sistema ha risposto subito bene, avendo risorse finanziare ordinarie a disposizione, poi vi è stato un repentino rallentamento, con ritardi di vari mesi, dovuti al fatto che le risorse di Ebret sono state elargite anche a lavoratori del settore artigianato a cui l’azienda però, non versava i contributi previsti nel fondo nazionale Fsba/Ebna. Ora la situazione è stata rimessa in pari con i versamenti arrivati dal governo a Fsba e ovviamente ai lavoratori del comparto. Invece per il resto vediamo a che punto siamo in Toscana. Per quanto riguarda la cassa integrazione ordinaria , alla data del 1° dicembre 2020, 74.954 domande delle quali autorizzate (73.610 domande) pari al 98,21. Su questo dato confluiscono anche le nuove domande di Cassa integrazione ordinaria previste dal decreto Rilancio Italia e dai decreti successivi, che hanno esteso la possibilità di beneficiare di ulteriori periodi di cassa integrazione per causale Covid-19. Mentre sulla Cassa in deroga ma a gestione diretta Inps, il decreto Rilancio Italia ha previsto che una volta fruito delle prime nove settimane di cassa integrazione in deroga, le aziende possono presentare una nuova domanda per chiedere ulteriori cinque settimane di integrazione salariale che non necessità di autorizzazione da parte della Regione, ma viene direttamente autorizzata da Inps. Di queste, sempre alla data del 1° dicembre 2020 risultano pervenute 61.771 domande delle quali ne risultano già autorizzate 58.897 (95,35 %).

Sulla Cassa integrazione in deroga sono state trasmesse da parte della Regione Toscana 45.898 delle quali 45.843 sono state già autorizzate dalle direzioni provinciali dandone comunicazione alle aziende (99,88 %).

Assegno ordinario Fis (Fondi di integrazione salariale). A fronte di 43.302 domande presentate, è stato positivamente autorizzato l’89,43 % delle domande (38.727).

Bonus Baby sitting. Delle 92.185 richieste, per 90.632 esito positivo (98,32 %).

È bene sapere che tutto questo, porta a una forte riduzione del salario. Secondo uno studio dell’Associazione Lavoro & Welfare, i cassaintegrati italiani hanno perso 646 milioni di euro. Scritto così, non so se rende l’idea ma questa cifra si potrebbe paragonare a una situazione per la quale tutta la città di Livorno, pensionati e giovani compresi, non avesse mai lavorato per dieci mesi.

La cassa integrazione in deroga, che a dicembre del 2019 è stata calcolata in 9.300 ore all’anno, oggi è arrivata a 46 milioni di ore all’anno. La cassa integrazione ordinaria è cresciuta del 4.072%. Le ore di solidarietà che erano nel 2019 261.738 ore l’anno ora sono oltre 85 miliardi di ore all’anno.

In questo dramma, le tredicesime di quest’anno, sono ridimensionate per le chiusure temporanee che abbiamo avuto, quindi chi ha superato 14 giorni di cassa, nel mese, non ha maturato i ratei della tredicesima e delle ferie. Insomma un lavoratore metalmeccanico a causa della pandemia ha perso circa 461euro al mese. Invece, per quanto riguarda le risorse finanziare europee (Fesr e Fse, fondi europei) in Toscana, si vede che la distribuzione è avvenuta con queste cifre: 141 milioni per sostegno alle aziende, 70 per emergenza sanitaria, 30 per inclusione sociale, 18,7 per sostegno al lavoro, 5 per istruzione e formazione.

*SEGRETARIO CONFEDERALE CGIL TOSCANA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa