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Medici no vax, l’Ordine: «Pronti a prendere provvedimenti». Nelle Rsa 2000 operatori senza vaccino

Ilenia Reali
L'arrivo dei vaccini mercoledì 30 all'aeroporto di Pisa
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L'arrivo dei vaccini mercoledì 30 all'aeroporto di Pisa

Il sindacato degli ospedalieri: «Noi non li difenderemo». Operatori sanitari: in 2000 non hanno prenotato il vaccino

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Ottomila su un totale di circa diecimila operatori sanitari hanno dato la pre-adesione per il vaccino mentre tra i medici ospedalieri la percentuale supera il 90 per cento. Numeri considerati - tra gli addetti ai lavori buoni - e che dovrebbero aumentare nei prossimi giorni quando, anche una percentuale di incerti, si prevede prenderà l’appuntamento seppur con qualche giorno di ritardo. Il tema della non obbligatorietà del vaccino anti-Covid è però all’ordine del giorno e non solo a livello nazionale. Anche in Toscana si attende una legge che chiarisca come comportarsi. Lo dice con estrema franchezza Paolo Migliorini, imprenditore e presidente di Arsa Toscana, associazione dei gestori delle case di riposo toscane. «Se anche solamente uno dei dipendenti non si vaccina, come devo comportarmi? Non possiamo certo far sì che persone non vaccinate, ora che è possibile farlo, mettano a rischio una categoria fragile come gli ospiti delle case di riposo. Noi abbiamo invece addirittura il problema di non poter chiedere ai nostri operatori se si siano vaccinati o meno».

CHI NON SI VACCINA NELLE RSA

Non è una questione di numeri ma di leggi. «Non credo ci saranno molti casi, a noi risulta che una stragrande maggioranza del personale abbia prenotato il vaccino e in alcuni casi ci siamo messi a disposizione per aiutare chi è meno bravo col pc. Sappiamo anche che ci sono operatori che sono in ritardo ma hanno intenzione di vaccinarsi: questo non esclude che la normativa dovrebbe essere più chiara. Noi, da parte nostra, cercheremo di informare e dare più spiegazioni possibili agli operatori che avessero dei dubbi».

Ieri è stato acceso il portale per le prenotazioni e in poche ore è stato fissato l’appuntamento a oltre 10.000 personetra operatori ospedalieri e di Rsa .

I NUMERI E IL CALENDARIO DEI VACCINI

Con l’arrivo, ieri, dei 27.500 vaccini previsti (fino all’ultimo minuto si è temuto che il numero fosse inferiore a quanto programmato) il dipartimento sanità della Regione ha potuto in collaborazione con l’Asl cominciare subito a vaccinare gli ospiti delle Rsa. Da ieri al 3 gennaio si prevede ne saranno vaccinati 6.500. Altrettante dosi saranno somministrate dal primo al tre gennaio ai medici, infermieri, operatori e personale dei reparti ospedalieri considerati più a rischio. Dal 4 gennaio sarà il momento degli operatori delle case di riposo e delle residenze per disabili e del restante personale ospedaliero. «Domani - è entrato nel dettaglio l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini - si va con le prime vaccinazioni agli ospiti delle Rsa, la parte più fragile e vulnerabile della nostra comunità davanti alla minaccia del Covid-19. E domani si va avanti. Contiamo di chiudere il primo ciclo di somministrazioni nelle Rsa entro i primi dieci giorni di gennaio per portare a termine la seconda vaccinazione entro fine gennaio. In parallelo partiamo anche con il personale sanitario dei reparti Covid degli ospedali e il resto del personale del sistema sanitario». «Stiamo mettendo in campo un grande sforzo – conclude -, sapendo di poter contare su una macchina di grande efficienza e su un sistema sanitario che in questi mesi abbiamo ulteriormente irrobustito, potenziando tutta la filiera di contrasto al virus, a partire dalla capacità di tracciamento, alberghi sanitari, cure intermedie e posti letto Covid. Stiamo lavorando pure per aumentare la capacità di testare la popolazione anche con programmi di screening».

I MEDICI NO VAX: L'ORDINE E IL SINDACATO

Il tema dei no vax in sanità sta a cuore anche ai rappresentanti dei medici. «Se ci fossero anche in Toscana medici no vax- dice il presidente dell’Ordine dei medici di Siena nonché segretario nazionale Roberto Monaco - non avremo esitazioni ad aprire le procedure per prendere provvedimenti come è accaduto nel Lazio». «Il medico ha il dovere deontologico di tutelare i pazienti e questo non può coesistere coi no vax», continua Monaco.

Identica linea anche per Flavio Civitelli, segretario toscano del sindacato dei medici ospedalieri (Anaao): «Se la Regione prendesse provvedimenti nei confronti del personale che si rifiuta di vaccinarsi, chiaramente tolti coloro che non lo fanno per motivi di salute, non troveranno la nostra contrarietà».

Sia per Monaco sia per Vitelli l’argomento non dovrebbe però essere all’ordine del giorno salvo eventuali casi isolati. «Siamo al 90% dei prenotati ma crediamo che i casi di chi lo fa perché contrario alla vaccinazione si contino sulle dita di una mano. Noi non ne siamo a conoscenza. Nel caso ci capitassero dei casi cercheremo di persuaderli: se le aziende sanitarie dovessero mettere in campo procedure per condizionare i professionisti noi, lo ripeto, non saremmo contrari».

LE POSIZIONI CRITICHE

Diverso il caso di chi è solo critico nei confronti del vaccino Pfizer. Tra questi il dottor Alessandro Di Vito, consigliere comunale di SìAmo Lucca e medico del Pronto soccorso del San Luca. «Favorevole al vaccino - dice - ma fatemi scegliere quale: non mi farò iniettare il prodotto della Pfizer, preferisco aspettare quelli realizzati con metodi tradizionali».Intanto i liberi professionisti pressano per entrare nell’elenco di chi può vaccinarsi in una prima fase. «Ricevo continue telefonate di colleghi, liberi professionisti, che in questo momento non sono compresi nel calendario», conclude Monaco. «Stiamo chiedendo al ministero di inserirli : è giusto possano garantire anche loro la sicurezza ai propri pazienti».

Il virus del resto è tutt’altro che vinto: oggi i nuovi casi in Toscana sono stati 460. Ventitré i decessi.




 

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