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Toscana

Ok alle visite in ospedale e Rsa ai pazienti Covid: le regole da rispettare

Martina Trivigno
Ok alle visite in ospedale e Rsa ai pazienti Covid: le regole da rispettare

In Toscana le Asl riaprono le porte dei reparti: un solo familiare al massimo per 15 minuti. Ma l’ultima parola spetta al medico

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Non potranno abbracciarsi. Ma almeno già da oggi o domani al massimo potranno vedersi, parlarsi, sorridersi. Perlomeno con gli occhi, nonostante le necessarie protezioni a dividerli. Ora c’è una delibera della Regione che chiede ad Asl e strutture sociosanitarie (Rsa e Rsd) di «garantire contatti tra i pazienti e gli ospiti e i loro familiari». Non vale per tutti. È per i pazienti in condizioni di salute gravi o gravissime. Per consentire di rivedersi, almeno un’ultima volta. L’incontro avverrà nel rispetto delle disposizioni anticontagio, è ovvio. Ma in attesa che siano realizzate le "stanze degli abbracci"- una sorta di "bolla" dove il contatto è protetto e quindi consentito - le visite non saranno più vietate.

L’Asl Toscana Sud est (Grosseto, Arezzo, Siena) aprirà le porte di ospedali e Rsa già oggi; l’Asl Toscana Centro, invece, da domani. L’Asl Toscana Nord ovest (la costa da Carrara all’Elba) sottolinea che le strutture si attiveranno nel più breve tempo possibile, ma tutto dipenderà dalle situazioni delle strutture stesse, oltre che dai reparti e dai singoli pazienti. Questa notizia, in ogni caso, ha il sapore di una conquista. Anche se - spiega il dottor Carlo Tomassini, direttore generale della sanità toscana - questo era un atto dovuto per regalare un po’ di serenità a chi già sta soffrendo. Nei confronti di chi già sta lottando contro il Covid o contro qualunque altra patologia. E, al tempo stesso, contro la solitudine, senza la possibilità di vedere le persone che si amano se non attraverso telefoni e tablet.

Ma come avverrà la visita? Solo il medico che ha in cura il paziente potrà autorizzare la visita. Solo lui, infatti, è in grado di valutare il beneficio che quell’incontro con il familiare potrà avere sul paziente, bilanciandolo con il potenziale rischio di contagio. «Esistono regole generali, ma non sono poi così rigide: la decisione finale terrà conto, infatti, della singola situazione» ribadisce Tomassini. In sostanza, sarà il personale della struttura a contattare il familiare per concordare le modalità secondo le quali avverrà la visita: saranno consegnati moduli che il parente dovrà presentare per accedere all’ospedale o Rsa. Ma, prima di entrare, il personale misurerà la temperatura, controllerà che la mascherina chirurgica sia indossata nella maniera corretta e che si proceda all’igienizzazione delle mani. All’ingresso, dei reparti Covid ci saranno operatori con il compito di "istruire" i visitatori. Saranno loro a "guidarli" nelle procedure di vestizione con tutti i dispositivi di sicurezza previsti, permanenza nel reparto e svestizione. La visita non potrà durare più di una quindicina di minuti e, all’uscita del reparto, sarà ancora una volta l’operatore ad aiutare il familiare nella svestizione.

I pazienti ricoverati nei reparti no Covid vengono sottoposti al tampone, ripetuto periodicamente. Per questo, l’ingresso dei familiari potrebbe essere una possibile fonte di contagio: in questo caso, le visite da parte di familiari avverranno solo in caso di necessità. In ogni caso, non saranno ammessi nelle strutture visitatori che abbiano sintomi che siano la spia di un’infezione respiratoria acuta o sospetta per Covid-19 o comunque persone in isolamento o quarantena. «L’obiettivo - conclude l’assessore al Diritto alla salute, Simone Bezzini - è coniugare i bisogni delle persone, a partire dalla vicinanza degli affetti più cari, con le misure necessarie per il contrasto alla pandemia».

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