Gioco
I due scali devono poter crescere
«Le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura...». Seguendo le recenti polemiche sulla questione del sistema aeroportuale della Toscana fra Pisa e Toscana Aeroporti SpA, la società unica proprietaria dei due scali, mi è tornata in mente la storia dei due capponi di Renzo nei Promessi Sposi del Manzoni.
Il racconto è noto: mentre stanno andando, a testa in giù e tenuti per e zampe, verso una fine non brillante i due capponi si beccano in continuazione, uno contro l’altro. Ecco quello che noi toscani e soprattutto noi toscani che viviamo sulla Costa dovremmo evitare: litigare, dividerci, prenderci a beccate per poi finire nella pentola di qualcun altro.
È evidente infatti, che lo sviluppo della Toscana sarà naturale conseguenza dello sviluppo di tutta la Toscana e non di una parte di essa a discapito dell’altra. Così come è evidente che se Firenze è la nostra "capitale" questo non vuol dire che la Costa debba rimanere periferica. E non per motivi identitari, ma assai concreti.
Un sistema toscano dove non si mettono a valore le energie di tutti sarà destinato alla marginalità rispetto ad altre aree del Paese, per questo difendere un’idea di sviluppo regionale, significa per prima cosa difendere lo sviluppo della Costa. E sviluppare la Costa significa aiutare lo sviluppo di tutta la Toscana. Faccio un esempio: se tralascio i previsti investimenti già programmati sullo scalo Galilei di Pisa, la conseguenza sarà spostare clienti e attenzione (soldi, aziende, ricerca) non su Firenze, ma su Bologna, il cui scalo oramai dista dalla Toscana centrale meno di 50 minuti. Quindi non solo danneggerò Pisa, ma danneggerò anche Firenze.
Il punto vero quindi non è discutere della possibilità che la costa debba avere quelle infrastrutture che da troppo tempo rivendica, ma il come fare per ottenerle. Ed è qui, quindi, che entra in gioco Firenze e la Regione. Ci vuole una scelta coerente e lungimirante, che abbini lo sviluppo parallelo dei due scali a interventi strutturali di riduzione delle distanze fra Firenze e Pisa. Non è più sostenibile che per coprire i 69 km da Pisa a Firenze serva oltre un’ora di viaggio in treno, mentre per coprire gli 80 km fra Firenze e Bologna ce ne voglia la metà!
Cosa fare quindi è chiaro. La Regione deve dire con forza e senza esitazioni che Pisa deve diventare l’aeroporto della Toscana, di tutta la Toscana. Il che va tradotto in strutture e quindi in un collegamento ferroviario veloce, in una specie di Tav, fra Pisa e Firenze che riduca di almeno la metà gli attuali tempi di percorrenza. È su questo, e non tanto sulla pista al Vespucci, che ora la Regione deve battere un colpo. E dovrà essere forte e chiaro perché c’è necessità di sentirlo anche quaggiù sulla Costa toscana.
* presidente commissione Attività produttive Camera dei deputati
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