Gioco
«Gli angeli esistono»: così i muri degli ospedali toscani ringraziano gli eroi del Covid
Nei nostri ospedali nascono le bacheche per chi vuole lasciare messaggi a medici e infermieri che curano i malati
FIRENZE. Spesso basta poco. È sufficiente un piccolo quadrato di carta gialla appeso su una bacheca per regalare un sorriso. E anche un semplice grazie, se viene dal cuore, può ripagare di tanto. La fatica, i sacrifici, la stanchezza. Anche lo sconforto, a volte. Da molti mesi, medici, infermieri e operatori sociosanitari sono in prima linea, al fianco di chi sta combattendo una battaglia difficile. Lo fanno con competenza ma, soprattutto, con umanità. Occhi che sorridono, al di là dei dispositivi di protezione individuale. E che infondono coraggio, sempre.
L’iniziativa
Da qui l’iniziativa della Regione Toscana, in collaborazione con Asl e aziende ospedaliero universitarie (Pisa, Firenze e Siena), per dare la possibilità a chiunque voglia di esprimere la sua gratitudine nei confronti di chi si è preso cura di lui, in un momento così delicato dove i contatti umani sono ridotti al minimo. E così carta e penna diventano strumenti indispensabili per far arrivare la voce là dove non potrebbe entrare. L’idea – s’intitola “Anche tu puoi dire grazie” – è semplice: all’ingresso degli ospedali sono state installate delle bacheche su cui lasciare i messaggi. Succede al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena e nelle strutture ospedaliere dell’Asl Toscana sud est, dell’Asl Toscana Centro e dell’ospedale pediatrico Meyer.
Nelle 13 strutture dell’Asl Toscana nord ovest (dalla lunigiana all’Elba), invece, il posto delle bacheche è stato preso da alberi di Natale, addobbati con i biglietti di chi vuole dire grazie al personale che lavora lì, tra quelle mura. «Un pensiero pieno di gratitudine, da parte mia, degli ammalati e di tutti i cittadini lucchesi va a voi, infermieri del pronto soccorso e della terapia intensiva – si legge in uno dei tanti biglietti recapitati all’ospedale San Luca di Lucca – che, ogni giorno, seguite con coraggio, professionalità e grande umanità i malati e, in particolare, quelli colpiti dal Covid. In voi trovano assistenza ma, soprattutto, conforto nelle sofferenza e nella solitudine».
La gratitudine
Immaginate di aver trascorso un lungo periodo in ospedale, in uno dei tanti reparti Covid sparsi nella nostra regione, senza la possibilità di vedere nessuno. L’unico calore umano arriva da loro: i medici, gli infermieri, gli operatori sociosanitari. Unico legame con quello che ancora c’è fuori da lì, lontano dal dolore. Ed ecco che le parole vengono fuori, senza difficoltà. «Scrivere non è il mio mestiere né ho attitudini a farlo, ma voglio raccontarvi la mia esperienza – spiega un paziente ricoverato in uno degli ospedali dell’Asl Toscana sud est (Grosseto, Arezzo e Siena) – Gli angeli esistono e io li ho incontrati. Sono vestiti di bianco e non hanno le ali, ma volano lo stesso veloci. Hanno occhi sempre sorridenti e un cuore pieno d’amore che vogliono donare. Ho un solo rammarico: non potrò mai ringraziarli abbastanza. Credetemi, questi angeli esistono davvero”».
Sulla bacheca di Estar (la centrale unica degli acquisi di beni e servizi per la sanità in Toscana), invece, compare questo messaggio: «Grazie per il cuore, il coraggio e l’instancabile generosità con cui avete guardato dritto negli occhi i nostri cari, sostenendoli».
C’è poi un biglietto carico di speranza che arriva da Matteo, un bambino di pochi anni. «Ero impaurito – scrive il bimbo – ma l’infermiera mi ha fatto ridere. Buon Natale». E infine: «La vostra professionalità, insieme al vostro cuore, ha permesso di affrontare il peggio nel migliore dei modi e di accompagnare con serenità chi non ce l’ha fatta. La bontà è stata il vostro strumento di lavoro. La pazienza la vostra fedele campagna, il sorriso la vostra arma più potente». In poche parole, si può riassumere così: grazie al vostro impegno. Ed è quello che si legge su ogni bacheca.
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