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Scuola, scontro fra Azzolina e Regioni: congelata l’idea delle lezioni fino al 30 giugno
Uno dei nodi chiave è stato quello dei trasporti da organizzare già al rientro dalle vacanze
Una corsia preferenziale per le scuole nel tracciamento delle Asl, nuove risorse per il trasporto pubblico e maggiore coordinamento sullo scaglionamento degli orari di ingresso, tamponi agli studenti, e l’idea di prolungare le lezioni fino al 30 giugno. Sono le ipotesi sui cui stanno lavorando governo e Regioni e di cui hanno discusso i presidenti con i ministri Boccia, Speranza e Azzolina, Lamorgese e De Micheli.
Tra gli argomenti affrontati anche quello del calendario scolastico nell'ottica del recupero per i bimbi più fragili e per chi ha perso alcuni apprendimenti. Ma sull’idea di far slittare le lezioni fino a fine giugno ancora non c’è accordo. E l’esecutivo a aggiornato la discussione ai prossimi giorni. Anche perché, proprio sull’idea di un allungamento del calendario, è arrivato l’allarme dell’Associazione nazionale dei presidi: «Auspichiamo soluzioni concertate con istituti e territori», ha detto il presidente nazionale Antonello Giannelli. Così uno dei nodi chiave è stato quello dei trasporti da organizzare già al rientro dalle vacanze. «Io le voglio riaprire, ma siamo sicuri di poterlo fare in sicurezza?», ha tuonato il veneto Luca Zaia. L’idea dei presidenti di Regione è quella di ricominciare con non più del 50% in presenza.
Dunque almeno il 50% da casa (alcuni hanno proposto anche il 75%). Dubbi di cui la Azzolina non vorrebbe neppure sentir parlare. Boccia e Speranza stanno lavorando a un dossier che tenga conto dei dati epidemiologici, per la ministra il rientro non può essere messo in discussione. Anche Lamorgese è d’accordo alla riapertura il 7 gennaio, a patto però che la curva dei contagi lo consenta. Tutti i governatori sono d’accordo. servono ulteriori fondi aggiuntivi. Eugenio Giani lo aveva detto chiaro e tondo già lunedì in una unità di crisi con i prefetti della Toscana, che avevano chiesto al governatore un piano da 8 milioni per potenziare le corse e garantire il 50% della capienza: «Noi non abbiamo risorse, serve che intervenga il governo».
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