Gioco
Il ristorante a 1 euro Ernesto Pellegrini aiuta così i poveri
«Da orgoglioso figlio di ortolani, ho vissuto le difficoltà e la fame della guerra e del dopoguerra e so quanto sia difficile affrontare la vita in certi momenti, se non c’è solidarietà». Due giorni fa Ernesto Pellegrini, presidente dell’Inter dal 1984 al 1995, ha compiuto 80 anni. Se a livello sportivo è ricordato per aver vinto nella stagione ’88/’89 lo scudetto con l’allora record di punti, 58 (26 vittorie, 6 pareggi e solo due sconfitte in 34 partite) con 11 punti di vantaggio sul Napoli di Diego Maradona, a livello imprenditoriale è noto per essere alla guida della “Pellegrini”, fondata dal cavaliere nel 1965, una realtà che si occupa in Italia e all’estero di servizi dedicati alle aziende e ha fatto registrare nel 2019 ricavi per 640 milioni di euro.
Ma Ernesto Pellegrini è anche un campione di solidarietà. A Milano, infatti, ha fondato il ristorante Ruben, che offre pasti al costo di un euro, anche per celiaci, a persone che si trovino in temporanea difficoltà. Non li regala (sono gratuiti solo per gli under 16), ma chiede solo un euro, un modo per salvare anche la dignità delle persone.
Prima della crisi sanitaria offriva a famiglie e persone in difficoltà 500 coperti divisi in due turni. Durante la quarantena ha servito a una media di 230 persone piatti da asporto. Sorge nel quartiere Giambellino, un tempo quello della mala milanese (ci abitò Vallanzasca) e reso famoso da Gaber per il bar Gino che, peraltro, esiste ancora.
Creato attraverso l’omonima Fondazione onlus dedicata al patron Ernesto, Ruben non è un locale della movida ma un luogo accogliente, caldo, elegante. Con quadri alle pareti, design essenziale ma raffinato, e perfino fasciatoi per le famiglie che arrivano con i neonati.
Per accedere al Ristorante Ruben bisogna avere la tessera, che si ottiene attraverso una preselezione gestita dalla rete, costituita da oltre 170 tra associazioni e parrocchie, che affianca il Ruben, filtrando le richieste. I clienti sono complessivamente tremila e, dato che fa riflettere, il 60% sono italiani, a dimostrazione di quanto la povertà sia diffusa nel nostro paese. Solo il 20% sono persone sole, l’80% sono famiglie.
«Subito dopo la chiusura dell’Italia, l’11 marzo, con mia figlia Valentina che mi affianca in qualità di vice presidente, abbiamo voluto fare un gesto di solidarietà, dedicato espressamente ai più fragili, facendo la cosa che sappiamo fare meglio: ristorare le persone». E aggiunge: «Noi italiani abbiamo affrontato crisi di ogni tipo, guerre e privazioni. Ci siamo sempre rialzati con orgoglio e unità. Succederà anche questa volta».
Figlio di ortolani, diploma di ragioneria al Verri di Milano, Ernesto Pellegrini inizia a lavorare alla ditta Bianchi in veste di contabile a 50.000 lire al mese, successivamente capocontabile e responsabile del servizio di ristorazione. Intuendo che, in anni di boom economico e di forte evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani, la ristorazione sul posto di lavoro avrebbe conosciuto una fase di grande sviluppo, nel 1965 fonda l'Organizzazione Mense Pellegrini che, oltre alla ristorazione collettiva, si occupa successivamente anche di buoni pasto (dal 1985), pulizie e servizi integrati (dal 1996), distribuzione automatica (dal 2000) e welfare aziendale (dal 2015). Sempre nel 1965 è tra i promotori della nascita dell'Associazione nazionale gestori mense di cui è il primo presidente. Nel 1975 costituisce la Pellegrini SpA e nel 1979, per seguire le imprese italiane all'estero, la Pellegrini Catering Overseas S.A., azienda che opera in Angola, Emirati Arabi Uniti, Nigeria e Congo. Nel 1982 costituisce Central Food, in modo da garantire le migliori forniture alimentari. Oggi sono più di 9.000 i dipendenti del Gruppo Pellegrini, distribuiti fra le sedi di Milano, Roma, Lugano e i tanti appalti in giro per il mondo e Valentina Pellegrini, vice presidente, affianca Ernesto Pellegrini nella gestione, quale seconda generazione.
E non solo solidarietà, ma anche occasioni per tornare a una vita normale. Con il progetto «Un lavoro, una casa per Ruben» a settembre un primo gruppo di 40 persone sono state inviate a vendemmiare in Franciacorta e altre, grazie a uno sponsor e a un accordo con il Comune di Milano, alcuni ospiti di Ruben si occuperanno della manutenzione dei caseggiati popolari di Mm (la metropolitana di Milano) al quartiere Giambellino. —
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