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Da arancioni a gialli, poi a rossi: la Toscana a singhiozzo nelle feste di Natale. Vaccino anti-Covid: in arrivo 116mila dosi
La nostra regione diventerà gialla dal 20 dicembre. Ma dalla vigilia di Natale a Befana sarà un'altalena di restrizioni e allargamenti. Giani: "Pronti a riaprire le scuole dal 7 gennaio"
FIRENZE. Tre svolte in pochi giorni, ma pochi benefici duraturi. E quanto ai colori ce ci ripasseremo tutti nel giro di cinque giorni: da arancioni a gialli, da gialli a rossi. Perché sullo sfondo resta sempre, come filo conduttore, il problema fondamentale di contenere la diffusione dei contagi da Covid. E’ presto quindi per tirare il fiato, nonostante il buon auspicio delle 116mila dosi di vaccini in arrivo in Toscana, come annuncia il presidente della Regione, Eugenio Giani, e che potrebbero essere somministrati forse già a partire dal 27 dicembre, almeno agli operatori sanitari. Prepariamoci a un periodo di norme a singhiozzo e poche certezze.
Anche se domani, venerdì 18 dicembre, la riunione della Cabina di regia a Roma sanciràdovrebbe ufficialmente sancire il passaggio della Toscana da arancione a gialla, in virtù del miglioramento dei nostri fondamentali, (l’indice Rt sceso a 0,68, il calo nel numero dei nuovi contagi e dei ricoveri nelle terapie intensive), il passaggio alla fascia gialla durerà solo pochi giorni. L’attenuazione delle restrizioni scatterà infatti da domenica 20 dicembre, ma già dal 24 dovrebbe entrare in vigore il nuovo Dpcm che prevede un'alternanza di ulteriori limitazioni e lockdown da zona rossa per tutto il periodo che va dalla vigilia di Natale alla Befana, almeno secondo l'ipotesi più accreditata. Vediamo come:
Quello del 19 e 20 dicembre sarà l’ultimo weekend libero da zona rossa. Dunque negozi aperti ovunque fino alle 21 con misure anti-assembramento, bar e ristoranti aperti fino alle 18, coprifuoco alle 22. Sarà questa, con ogni probabilità, anche l'ultima "finestra" per gli spostamenti tra le regioni gialle.
Dal 21 al 23 dicembre la Toscana potrebbe godersi il “premio” di essere in fascia gialla, quindi tutto aperto anche se resterà vietata la mobilità tra le regioni (esclusi i soliti motivi di lavoro, necessità o urgenza e, sempre, per far ritorno alla propria residenza).
Ma dal 24 al 27 dicembre cambia tutto di nuovo, l’Italia è in zona rossa. Sarà questo il primo blocco di giorni prefestivi e festivi in cui tutte le regioni dovranno chiudere negozi, bar e ristoranti. Aperti, con gli orari soliti dei giorni festivi, solo gli alimentari, le farmacie, i tabacchi, edicole e librerie. Vietati tutti gli spostamenti anche all’interno del proprio comune se non per motivi di necessità, lavoro o urgenza. Poche le deroghe (attività sportiva e motoria, assistenza a una persona non autosufficiente).
Dal 28 al 30 dicembre si riapre. Di nuovo negozi aperti fino alle 21, i bar e i ristoranti sempre fino alle 18 e con le normali restrizioni, ritorna il coprifuoco alle 22. Ci si potrà muovere liberamente nel proprio Comune e all’interno della propria regione.
Dal 31 dicembre al 3 gennaio l’Italia è di nuovo in zona rossa, con l’obiettivo di bloccare veglioni di fine anno e pranzi in famiglia. Blocco totale dei movimenti anche all’interno dei Comuni. Non si potrà uscire da casa se non per valide ragioni, chi sarà trovato in giro senza validi motivi rischierà multe da 400 a 1.000 euro.
Infine dal 4 al 6 gennaio si riaprono i confini comunali, fine dell’Italia in rosso, anche se resteranno vietati gli spostamenti tra le regioni (che riprenderanno a partire dal 7). Riaprono le attività, ritorna il coprifuoco alle 22.
L'unica alternativa a questa soluzione a singhiozzo è un lockdown nazionale totale dal 24 dicembre al 6 gennaio. Sono questi i due scenari che il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha illustrato oggi ai rappresentanti di Regioni, Province e Comuni, riportando le due opzioni emerse ieri nel corso del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi.
TOSCANA: ARRIVANO I VACCINI ANTI-COVID
"Il commissario straordinario Domenico Arcuri mi ha comunicato l'arrivo e le modalità delle prime 116.240 dosi contingentate di vaccino anticovid". Lo annuncia il presidente della Toscana, Eugenio Giani, in un post su Facebook. Il presidente ha poi aggiunto che sono già "più di 67mila le richieste di prenotazione arrivate sul portale regionale tra operatori sanitari e ospiti delle Rsa" per il vaccino anti Covid.
E continua a crescere il numero delle prenotazioni per il vaccino anti Covid, registrate sul portale regionale, da parte di operatori sanitari, dipendenti e ospiti delle rsa e delle case di cura private accreditate della Toscana. Nelle ultime 24 ore si sono pressoché raddoppiate, passando dalle 38.531 unità di ieri alle 76.550 di oggi (64.042 riguardano operatori sanitari e 12.508 ospiti di rsa e di case di cura private accreditate): "Una risposta straordinaria - si legge in una nota della Regione - se si considera che tra operatori sanitari e ospiti delle rsa si stima che siano oltre 120mila le persone che in Toscana potrebbero essere vaccinate".
Gli interessati, che rientrano nelle categorie individuate dal Governo per la ‘Fase 1 dell’immunizzazione’, hanno ancora tempo fino alle ore 12 di domani, venerdì 18 dicembre, per esprimere il proprio orientamento, non vincolante, attraverso il portale regionale “Prenota vaccino”. La vaccinazione non è obbligatoria, ma volontaria. Chi non si prenoterà potrà fare il vaccino solo nelle fasi successive, che coinvolgeranno le altre fasce di popolazione.
Di seguito le 10 province della Toscana per percentuale di adesioni: Firenze (32,78%); Pisa (14,76%); Siena (9.02%); Arezzo (8,25%); Lucca (7,88%); Livorno (7,09%); Massa-Carrarra (5,89%); Prato (5,24%); Pistoia ((4,77%); Grosseto (4,3%).
GIANI: "PRONTI A RIAPRIRE LE SCUOLE IL 7 GENNAIO"
"Noi siamo pronti" per la riapertura delle scuole il 7 gennaio, "perché onestamente lo abbiamo dimostrato anche prima che chiudessero le scuole medie e superiori, eravamo nelle condizioni di poter fornire quei servizi di trasporto che differenziassero" i flussi di entrata e uscita. Lo ha affermato il presidente della Toscana, Eugenio Giani, parlando a margine di una conferenza stampa sulla banda larga.
A livello nazionale, ha spiegato Giani, "nelle riunioni a cui ho partecipato, e per correttezza essendo riunioni riservate non posso né fare nomi né fare i riferimenti, ho sentito voci che in qualche modo auspicavano un rientro a scuola in giorni successivi". Tuttavia, per il governatore toscano, "è molto utile quello che è stato previsto dal Dpcm del 3 dicembre, ovvero il Coordinamento Provinciale: io ritengo che essendo in questo caso il territorio della Toscana molto vasto, 10 province, il fatto che ci siano 10 tavoli provinciali ci aiuta a entrare più nello specifico, quindi a raccordarsi con il preside, decidere di differenziare l'orario d'ingresso e in uscita, e col servizio pubblico che mettiamo in campo".
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