Il Tirreno

Toscana

NOI / IL SALUTO

Le scene in dissolvenza

Fabrizio Brancoli
La sede del Tirreno in viale Alfieri a Livorno nel giorno del 143esimo anno dalla fondazione
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La sede del Tirreno in viale Alfieri a Livorno nel giorno del 143esimo anno dalla fondazione

Si chiude per me una storia troppo grande per finire compressa nel perimetro di un articolo

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Ai lettori: il comunicato di Gedi news network

Il Tirreno passa da oggi sotto il controllo del Gruppo Sae (Sapere Aude Editori) S.p.a. La Gedi News Network S.p.a. ringrazia tutti i giornalisti e i poligrafici della testata per il prezioso lavoro svolto in questi anni e augura loro un futuro professionale ricco di soddisfazioni.Un ringraziamento particolare va al Direttore Fabrizio Brancoli per l’impegno e la grande professionalità che hanno caratterizzato il suo mandato.
 

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C’è una malinconia indescrivibile, nello svuotare cassetti prima di partire. Ha a che fare con altre immagini: il sipario, l’ultima partita. E ogni tramonto. Sono le cose che finiscono, le scene in dissolvenza. Per giorni ho riempito scatole di fogli, libri e oggetti. Sera dopo sera, dopo che si è decisa la cessione del Tirreno e quindi si è avviata a conclusione  la mia direzione, sono uscito dal giornale con quei contenitori di ricordi. I miei ricordi. Trentadue dei miei anni.

Una delle ultime cose “da direttore” che ho deciso è stato il tema della copertina della nostra agenda dell’anno nuovo. È un richiamo a Dante Alighieri perché il 2021 segna settecento anni dalla sua morte. Il più grande letterato di ogni tempo conosceva bene il senso di uscire da una selva oscura, a riveder le stelle: vogliamo tutti provare quella sensazione, presto. La frase che abbiamo scelto per l’agenda è molto famosa. _Considerate la vostra semenza; fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza._ Da una dimensione lontana e decisiva come quella della Commedia e del Trecento italiano,  Dante si rivolge a noi, figli di un futuro difficile ma aperto. Eccole, nei versi da 118 a 120 del ventiseiesimo canto dell’Inferno, le parole che cercavo.

A me pare che Dante intenda dare importanza all’umanità, il nostro “seme”. Affidatevi ai valori e seguite le competenze, dice. Forse parla anche ai giornali, a chi li fa, a chi li legge.

Di questi anni, e del periodo più recente, in cui ho avuto l’onore di fare il direttore, ringrazio l’Editore e i colleghi, presenti e passati: i direttori precedenti, i giornalisti, i poligrafici, i fotografi, i collaboratori, gli agenti pubblicitari. E soprattutto i lettori, che sono l’inestimabile patrimonio di un giornale valoroso, antico e sempre nuovo.

Con l’aiuto fondamentale di persone straordinarie ho cercato di individuare visioni e parole chiave, esplorando linguaggi contemporanei, producendo idee e difendendo principi: spero che si sia visto. Chiedo scusa per gli errori commessi, per le scelte non condivise: accade. Ma ho dato tutto e credo di aver agito con serietà e onestà, come mi è stato insegnato. Il Tirreno è in ottime mani; sarà diretto da Stefano Tamburini, che ha tutta l’esperienza e tutta la passione che servono per fare la differenza. Io resterò un lettore; e un tifoso vero di questa maglia.

Si chiude per me una storia troppo grande per finire compressa nel perimetro di un articolo. Il punto e a capo sarà arbitrario. Ma va messo. Forza Tirreno.

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