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Giani: «Momento delicato si annullerebbe l’identità»

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SIENA

«Vivo con drammaticità in questi giorni quello che sta accadendo al Monte dei Paschi dove si parla, per la storica banca dal 1472, di fusione, e quindi annullamento dell'identità, con UniCredit».

Lo ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, dopo aver incontrato i sindacati, esprimendo ancora preoccupazione per l'ipotesi di aggregazione UniCredit-Banca Mps.

Palazzo Vecchio, ha ricordato Eugenio Giani: «È stato fatto con il ruolo determinante di banchieri, la famiglia Medici, cosa è successo in questi 30 anni ad una regione ricca di banche?», si è chiesto.

Osservando al tempo stesso che «una per una le nostre Casse di risparmio le hanno portate via», e che dunque «le nostre fondazioni oggi non hanno più una capacità di indirizzo e gestione attraverso la partecipazione sul sistema bancario».

Se questo è avvenuto, secondo il presidente della Regione «è perché i Comuni toscani sono stati ognuno gelosamente a conservare il proprio, e questo non può accadere nei servizi pubblici locali: purtroppo questo è un processo che, guardando nell'ambito regionale, io vedo sempre più pericolosamente vicino».

L’incontro con i sindacati

Venerdì le segreterie di coordinamento nel Monte dei Paschi di Siena dei sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno incontrato in videoconferenza, il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani.

«Il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, si è reso disponibile ad avviare, insieme a queste organizzazioni sindacali, un percorso di approfondimento continuativo al fine di individuare le migliori soluzioni a tutela delle prerogative delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo Monte dei Paschi di Siena. La riunione, convocata per uno proficuo scambio di punti di vista - aggiungono - e per ribadire la posizione delle organizzazioni sindacali del Monte in merito alla situazione in cui versa la Banca ormai da diversi anni. Particolare attenzione è stata dedicata all'opportunità di mantenere l'attuale insediamento territoriale per consentire alla banca di svolgere, considerato anche questo difficile momento, un importante e fondamentale ruolo di supporto all'economia del Paese. Abbiamo riaffermato inoltre l'assoluta necessità della permanenza dello Stato nel capitale sociale per svolgere con efficacia tale ruolo e per permettere il totale risanamento e rilancio del gruppo».

«È stato infine ribadito, che qualsiasi sia lo scenario futuro, le organizzazioni sindacali del Monte saranno contrarie a qualsiasi ipotesi di riorganizzazione che non preveda la salvaguardia dei livelli occupazionali, salariali e normativi, oltre che delle professionalità esistenti e dell'integrità del gruppo».

La partita, al momento, è aperta. E l’emendamento dei 5 Stelle che taglia da 3 miliardi a 500 milioni la dote fiscale destinata a chi comprerà Siena, apre scenari che potrebbero andare avanti per mesi. —

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di Redazione web