Il Tirreno

Toscana

la decisione della cabina di regia

No degli esperti: la Toscana resta arancio. Deluso Giani, protestano i commercianti

Paolo Toccafondi
No degli esperti: la Toscana resta arancio. Deluso Giani, protestano i commercianti

Il governatore insiste: "I nostri numeri sono da giallo". Trend positivo, ma i dati delle terapie intensive allertano il ministero

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Niente giallo, la Toscana è rimandata. Si è impegnata, ha studiato, ha fatto anche i compiti, ma resta qualche lacuna e i professori della Cabina di regia la vogliono rivedere. Altre quattro regioni cambiano colore, scendono da arancioni a gialle Basilicata, Lombardia, Calabria e Piemonte, ma non la Toscana che resta in punizione per altri sette giorni tra le poche arancioni rimaste, in compagnia di Campania, Val d’Aosta e Provincia di Bolzano. L'Abruzzo dovrà aspettarne invece altri 7 giorni e quindi diventare giallo dopo Natale. L’ordinanza sarà in vigore da domani, per la mezzanotte era attesa la firma del ministro della Salute, Roberto Speranza. Sorpreso e deluso il presidente della Regione, Eugenio Giani, che resta in attesa di una comunicazione ufficiale: «Al momento dal ministero nessuno ci ha chiamato, nessuno ci ha detto nulla e io aspetto che ce lo dicano - spiega raggiunto al telefono in serata - Se guardo i 21 parametri utilizzati dagli esperti e le tre tabelle di sintesi, vedo che i nostri numeri sono da giallo».

Il mancato passaggio in giallo ha scatenato sui social la protesta delle categorie economiche che si sono sentite illuse dagli annunci del governatore e che avevano fatto la bocca a un Natale diverso. Il direttore di Confcommercio Franco Marinoni è infuriato: «Lombardia e Veneto, con situazioni oggettivamente peggiori delle nostre, sono da tempo in “zona gialla”. Noi toscani ancora arancioni. Qualcuno me la deve spiegare». E prosegue: «Non ci sentiamo rappresentati da queste istituzioni. Quelle nazionali, che non tengono conto delle nostre ragioni, e quelle locali, incapaci di farle valere». Il Dpcm del 3 dicembre aveva stabilito la possibilità di derogare alla regola della permanenza in una zona per almeno 14 giorni, assegnando però alla cabina di regia la discrezionalità della decisione. E la Cabina di regia non pare intenzionata ad aumentare ulteriormente il numero delle regioni gialle fino a comprendere anche la Toscana. Giani al telefono non dice di più e saluta, ma si capisce che anche lui attende spiegazioni, parecchio seccato. Non è bastato dunque il miglioramento dei numeri della Toscana, dai nuovi casi, al tracciamento all’indice Rt di contagio.

A bloccare la “promozione” sembra sia stato soprattutto il rapporto dei posti occupati in terapia intensiva, giudicato ancora oltre la soglia di rischio. I dati del monitoraggio del ministero certificano per altro il trend positivo degli ultimi giorni. Nel report precedente ,riferito alla settimana dal 23 al 29 novembre e con dati aggiornati al 2 dicembre l’incidenza dei casi su 100.000 abitanti era a 490,69 (su 14 giorni), i nuovi casi segnalati nell’ultima settimana 6.616, la stima dell’Rt all’1,01. Nel report di ieri, relativo alla settimana dal 30 novembre al 6 dicembre (e con dati aggiornati al 9) l’incidenza sugli abitanti cala a 310,85, i nuovi casi dell’ultima settimana a 4.590 e l’Rt scende a 0,76, ben al di sotto della soglia fatidica dell’1. Buona anche la capacità di tracciamento. Potevano esserci, dunque, le condizioni per un’us
cita dalla fascia arancione. Ma la Cabina di regia ha scelto la cautela considerando ancora preoccupante la percentuale di occupazione delle terapie intensive (mentre è in regola quella dei posti nei reparti Covid) e il lieve rialzo del tasso di positività, decidendo di tenere la Toscana ancora in Purgatorio. «L’epidemia in Italia - scrivono gli esperti del ministero - seppur mantenendosi grave, continua a mostrare una riduzione nella trasmissibilità e questo è un segnale di efficacia delle misure introdotte». Ma è ancora forte la pressione sui servizi sanitari, motivo che induce ad «attendere prima di considerare un rilassamento delle misure di mitigazione, comprese quelle della mobilità». Da domani gli italiani in zona gialla saranno 50 milioni. Non i toscani.

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