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L'addio a Paolo Rossi con cori fuori dalla chiesa. L'omelia: "Serpente in campo, colomba nella vita"

L'addio a Paolo Rossi con cori fuori dalla chiesa. L'omelia: "Serpente in campo, colomba nella vita"

Marco Tardelli, Giancarlo Antognoni, Antonio Cabrini e Fulvio Collovati, ex compagni di nazionale di Paolo Rossi nella vittoria del Mondale '82, sono tra coloro che hanno portato il feretro di Pablito, morto all'età di 64 anni, nella cattedrale di Vicenza per la cerimonia funebre

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Capelli ingrigiti, occhi lucidi ma passo fermo, si sono ritrovati intorno al loro Paolo Rossi i 'ragazzi dell'82', per l'ultimo saluto all'amico fraterno che con i suoi gol li portò «sul tetto del mondo», come ha ricordato Giancarlo Antognoni. Appoggiata sulla spalla del compagno in azzurro, aiutato da Gentile, Tardelli, Cabrini, Collovati e dal figlio Alessandro, la semplice bara di legno chiaro ha varcato il portone del Duomo di Vicenza, città che 'Pablitò aveva scelto per il proprio funerale e dove si era rivelato al grande calcio. Prima della funzione il vescovo aveva benedetto la salma nella camera ardente allo stadio Menti. Intorno alla seconda moglie Federica Cappelletti ed alle figlie avute da lei - Sofia Elena e Maria Vittoria - si sono stretti, tra i tanti, Altobelli, Bergomi, Conti, Causio, Graziani, Dossena. Sui banchi della chiesa anche Baggio, che ha faticato a nascondere le lacrime, Bettega, Galderisi, Oriali, Maldini, Massaro, Tacconi. Ai lati del feretro i gagliardetti delle squadre nelle quali aveva giocato. Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, vi ha poggiato la maglia col numero 20, quello che accompagnò le imprese di Rossi in Spagna.

«È come se Paolo Rossi si fosse portato via il pallone - ha scritto Gravina in una lettera aperta - E con lui, pure, un pezzo d'Italia... quella che le emozioni non le condivideva sui social, ma con gli abbracci dopo ogni suo gol». Fuori dal Duomo, dietro le transenne poste a delimitare la piazza, tanta gente, commossa e con le sciarpe biancorosse al collo. Ed i cori 'Paolo, Paolo...' e 'Pablito, Pablito...'. I ricordi del giornalista Fabio Guadagnini (che ha letto una poesia e ne ha ricordato l'amore per l'arte e la cultura) e dell'amico Luigi Pelaggi, fra l'altro socio in affari di Rossi, hanno aperto la cerimonia. «Ho perso non solo un amico, ma un fratello. Quante emozioni abbiamo condiviso. Siamo stati parte di un gruppo, di 'quel gruppò».

Un Antonio Cabrini affranto ha salutato così il compagno in azzurro e nella Juventus. «Pensavo che avremmo camminato insieme ancora a lungo. Già mi manchi, mi mancano i tuoi scherzi, le tue parole di conforto, le nostre liti ed il tuo sorriso - ha proseguito - Sono quelli come te che rendono bella l'amicizia. Non ti lascerò andare. Sarai sempre dentro di me, ti prometto di stare vicino a Federica ed ai tuoi figli, ma tu restami vicino». «Il più grande di tutti - per Altobelli - Avrei voluto essere lì a tenergli la mano».

L'omelia spetta a don Pierangelo Ruaro, direttore dell'Ufficio Liturgico della Diocesi di Vicenza. Ha scelto di chiuderla con la citazione da una canzone di Renato Zero: 'benedici Signore attori, musicisti, fantasisti e il popolo del circo. Tutta questa gente che comunica felicità attiva, positiva e generosà. In questo elenco mettiamo anche te, Paolo, grazie per aver fatto sognare tanta gente e insegnato a vivere. E a te, Signore di avercelo donato».

«Ha vissuto la malattia con il garbo e la discrezione di sempre. La sua grandezza è stata di essere un fuoriclasse, ma mai un personaggio. Ora ti allenarsi nella Coverciano del cielo e giocherai con la Nazionale di lassù - aveva detto in precedenza - Astuto come un serpente in campo ma in tutta la sua vita semplice come una colomba, così era Paolo». «Mi auguro che lui possa aver visto tutto questo affetto - ha detto la moglie Federica al termine della messa - Ricordare certe cose fa male, però è giusto così: Paolo era della gente. Con la sua forza mi ha insegnato il coraggio». L'ultimo viaggio lo riporterà nella natia Toscana. Prato gli vuole intitolare lo stadio, Perugia - dove il corpo verrà cremato - lo saluterà domani con una cerimonia privata al Curi.


ALTOBELLI.  "Paolo era il più grande di tutti, oltre che il più forte attaccante di tutti i tempi". Con queste parole Alessandro Altobelli, all'esterno della cattedrale di Vicenza, prima dell'inizio dei funerali ha ricordato Paolo Rossi. "Di quel gruppo era un simbolo non solo in campo ma anche fuori e anche una volta lasciato il calcio - ha aggiunto l'ex campione - Eravamo entrambi attaccanti, ma lui era molto più forte di me. Ho sempre cercato di copiare quello che faceva, ma le sue erano qualità naturali e imitarlo impossibile. Era sempre al posto giusto nel momento giusto, arrivava sempre prima. A chi vuole giocare a calcio consiglio di vedere chi era Paolo Rossi, la sua grande professionalità".

CABRINI. "La morte di Paolo mi ha colpito perché non sapevo della sua malattia e quindi è stato un fulmine a ciel sereno. Lui ha rappresentato il calcio italiano, non ha uguali in assoluto". Paolo Maldini ricorda così Paolo Rossi, prima che cominci la cerimonia funebre al Duomo di Vicenza. "Paolo Rossi era solo lui e io ho avuto la fortuna di giocarci insieme al Milan, lui a fine carriera e io giovanissimo" ha aggiunto Maldini.

BERGOMI. "Di quel gruppo vincente Paolo era un simbolo, non solo per quanto è riuscito a fare in campo ma anche fuori. Le sue più grandi doti sono state l'umanità e la disponibilità verso tutti, ma anche la capacità di sorridere". Così Beppe Bergomi ricordando Paolo Rossi a Vicenza nel giorno dei funerali dell'ex eroe Mundial. "Con lui ho condiviso l'esperienza da commentatori tv nel mondiale 2006 - ha aggiunto Bergomi, la mascotte dei ragazzi dell'82 campioni del mondo - anche qui era un esempio per la moderazione nei commenti".

PRANDELLI. Anche Cesare Prandelli ha voluto dedicare un pensiero prima della consueta conferenza stampa pre-partita. "Paolo è stato ed era un amico vero, sincero, leale, una persona straordinaria che come ogni buon toscano sapeva ironizzare su stesso. Ma il mio pensiero adesso va soprattutto alla moglie Federica e alle sue bambine, d'ora in poi saranno sole e allora dico loro che noi amici ci saremo sempre, in ogni momento".

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di Redazione web