Sicurezza
«Ecco Rosy Bindi, è lei l’uomo giusto»: il leghista nella bufera
Un commento, tanti “mi piace” degli amici, poi lo sdegno Cenni (Pd): «Che ridere, vero? Sessismo da terza media»
GROSSETO
Per un consigliere comunale leghista di Grosseto Rosy Bindi sarebbe «l’uomo giusto al posto giusto» in corsa per un’importante carica amministrativa. È l’ennesima bufera che riguarda il cosiddetto body shaming: il linguaggio che offende una persona sulla base delle proprie caratteristiche estetiche. Una battuta «ironica», così argomenta il suo autore. Un affondo vergognoso, per diversi esponenti politici di centrosinistra e sinistra.
Il nome di Rosy Bindi - ex ministra della sanità, già vicepresidente della Camera ed ex presidente della commissione parlamentare antimafia – è apparso tra i “papabili” per la poltrona da commissario alla sanità in Calabria. Il Governo, prima che la scelta cadesse su Guido Longo, pareva orientarsi su di lei dopo il valzer di possibili candidati che si è consumato in queste settimane; ma intanto in Toscana - a Grosseto – è sbucato quel commento del leghista Pasquale Virciglio.
«Rosy Bindi commissario in Calabria. Finalmente l'uomo giusto al posto giusto», ha scritto il rappresentante del Carroccio nella tarda serata di venerdì sulla propria bacheca Facebook, incassando (a ieri sera) un po’ meno di 200 likes tra “mi piace”, faccine divertite (la maggior parte) e altre rabbiose.
Virciglio, classe 1981, origine palermitana, è medico specialista in chirurgia maxillo facciale, medicina e chirurgia estetica (opera a Grosseto e Roma); a Grosseto rappresenta la Lega in consiglio. In maggioranza. Già in passato un suo post sollevò polemiche. “Se fotografate la mia macchina, dalle labbrate vi incrino», scrisse nel 2017 su Fb, mentre Lorella Ronconi, paladina dei diritti dei disabili, portava avanti la sua campagna social per fotografare le macchine negli stalli handicap. Lui difese la sua buona fede. Ci fu il chiarimento. Ma ora ecco un altro caso social, con Rosy Bindi.
Molti amici, nella bacheca del consigliere, la prendono a ridere. Altri utenti no. E il pensiero corre al 2009 quando Silvio Berlusconi in tivù la definì «più bella che intelligente». A rispondere per le rime – sotto al post - è l’onorevole Susanna Cenni, deputata del Pd. «Bel commento, complimenti. Lei che uomo sarebbe?», gli scrive sotto. Nel pomeriggio, sulla pagina Facebook del Pd nazionale, compare un post che incassa migliaia di visualizzazioni: c’è una grande foto di Virciglio. «Consigliere leghista offende pesantemente Rosy Bindi. Volgarità e sessismo inaccettabili», è scritto nel riquadro dell’immagine. Firma il testo ancora la deputata, che va a alla carica: «Quelle che leggete sono le parole scritte da Pasquale Virciglio, consigliere comunale a Grosseto. Il suo partito? Nemmeno a dirlo, ovviamente è della Lega. Che ridere, vero? Da sbellicarsi dalle risate, queste battutine sessiste da terza media. Solo nell'ultima settimana, il capogruppo della Lega in Provincia di Livorno, tal Lorenzo Gasperini, ha paragonato l'aborto al femminicidio e le donne ai carnefici. Priamo Bocchi, coordinatore di Fratelli d'Italia a Parma, nonché consigliere comunale, ha mostrato la foto di un sedere mentre in consiglio si discuteva di violenza contro le donne. E adesso questo: le volgarità sessiste di un consigliere comunale della Lega, che ha paragonato Rosy Bindi a un uomo sulla base di ridicoli canoni estetici. Che miseria, questa destra». A Grosseto prende posizione il Pd locale. E prima ancora, nella notte, è arrivata la nota dura di Rifondazione comunista.
Rosy Bindi – contattata dal Tirreno intorno alle 13 - non vuol neanche commentare; mentre Virciglio risponde e spiega la sua totale buona fede. «La sinistra difende l’ironia e la satira a fasi alterne - dice - Va bene se è lei a farne uso, ma è un male se lo fa un avversario. Capisco che oggi per quel poco che rimane della sinistra estrema nostalgica del comunismo, dell’Unione Sovietica e pronta a difendere gli ultimi dittatori rimasti abbia difficoltà a rapportarsi con una battuta che è evidentemente ironica. La cosa che più mi dispiace è che l’attacco esca dal mondo della politica e vada a colpire la persona e la sua professione, così come avvenuto nel mio caso». In riferimento alla Bindi ci sono state anche nel recente passato – spiega - battute ben più pesanti di politici di livello nazionale che lei ha incassato senza colpo ferire. Non credo che lei se la prenderà per un po’ di ironia di un consigliere comunale nel giorno in cui, dopo essere stata messa in un angolo dal suo stesso partito, torna in scena. La mia storia personale e professionale parla di rispetto delle persone, così come l’attenzione che io rivolgo quotidianamente al prossimo”. Per il resto – chiude Virciglio -«il diritto di satira è di rilevanza costituzionale e garantito dalla nostra legge fondamentale».
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