Il Tirreno

Toscana

«pedopornografia virtuale»: arrestato 

Con il computer “rende nuda” una ragazzina di 14 anni

p.b.
Con il computer “rende nuda” una ragazzina di 14 anni

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pisa

Non è necessario spingersi nei marosi infetti del web alla ricerca di siti in cui trovare minori in pose lascive o, peggio ancora, in situazioni hard. È sufficiente modificare le foto, reperibili ovunque, con un’applicazione che consente di “spogliare” chi appare nell’immagine. E se quella persona è minorenne si commette un reato da arresto: pedopornografia virtuale. È successo a Pisa ed è uno dei primi casi in Toscana.

Non è un processo alle intenzioni sulle fantasie aberranti di un pedofilo che assembla forme e visioni hot delle sue vittime su carta. È un reato (articolo 600 quater 1) che per un 70enne pisano, già ai domiciliari per armi illegali, stalking e violenza sessuale (palpeggiamenti, ndr) si è tradotto nel terzo ordine di arresto, stavolta emesso dalla Direzione distrettuale antimafia competente per materia. Anni fa il pensionato si era invaghito di una 14enne che frequentava un’associazione di cui lui era dirigente impegnata nelle rievocazioni storiche pisane.

Le avances sono andate avanti fino a quando l’uomo non è stato arrestato circa un mese fa. In casa la polizia gli aveva trovato, anche attaccate al frigorifero, le foto della ragazza (ora 17enne) nuda.

Per l’accusa le aveva realizzate con l’applicazione Deepnude dopo averle scaricate da Instagram e tolto i vestiti alla sua preda a colpi di mouse. La difesa sostiene, invece, che aveva solo rimosso i due pezzi del costume con PowerPoint e poi disegnato i peli pubici con un lapis. Quella creatività malata gli è costata l’arresto. —



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